Cosimo Maria Ferri (PD): Appalti, il Governo bifronte il giorno tesse e la notte disfa con buona pace della trasparenza

346

Agenpress. “Lo stesso governo che poche settimane fa imponeva a ritmi forzati l’approvazione della legge anticorruzione tanto voluta dal Ministro Bonafede, ennesimo provvedimento spot con nessuna conseguenza pratica, ha introdotto nel maxi emendamento governativo una norma che aumenta la corruzione nella Pubblica Amministrazione.

Di notte il Governo svela le proprie intenzioni sfacendo la tela di Penelope che di giorno tanto sbandiera. Con l’ennesima riforma del codice degli appalti pubblici il governo Conte va ad incidere sulle modalità di affidamento delle gare tra i 40mila e i 150mila euro, la fascia con il più alto numero di gare, eliminando la necessità del ricorso a gara d’appalto, essendo richiesto una semplice consultazione di tre operatori economici, senza pubblicità, con buona pace della trasparenza tanto proclamata e della pulizia dei corrotti.

Il Governo bifronte inoltre elimina la necessità della certificazione antimafia per le gare sotto i 150 mila euro; stiamo parlando di oltre un miliardo e mezzo di euro di spesa affidata senza trasparenza, senza gare, senza certificati antimafia. Il tutto senza che ci potesse essere la benché minima discussione e la possibilità di correggere questi gravi elementi, con una chiara elusione dell’art.72 della Costituzione che impone la discussione parlamentare della legge di bilancio. Per questo stiamo presentando un conflitto di attribuzione presso la Corte costituzionale, per garantire il rispetto da parte della maggioranza della Riserva d’Assemblea previsto dalla nostra Carta. Siamo allo svuotamento sostanziale della democrazia parlamentare.”

Cosimo Maria Ferri componente Commissione Giustizia Camera dei Deputati.