Schedatura degli scienziati. Giulia Grillo si difende: mai avviato dossieraggi, solo informazioni

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Agenpress – “Siamo il governo del cambiamento, ho scelto di aprire le porte ad altre personalità meritevoli”.

L’inchiesta parlamentare sugli scienziati ieri è stata rivendicata dalla stessa ministra, che al nostro giornale ha detto: “Ho chiesto una verifica sulle precedenti nomine. Serve nuova linfa, coinvolgere personalità rimaste ai margini”.

E’ quanto afferma Giulia Grillo, che ha sciolto il Consiglio presieduto dalla professoressa Roberta Siliquini.

Oggi stesso Repubblica ha rivelato un’ inchiesta realizzata dai deputati dei Cinque Stelle sui precedenti politici dei trenta membri di nomina del Consiglio superiore di Sanità.  Quei trenta membri – di cui cinque erano stati individuati come vicini al vecchio sistema di centrodestra, uno (erroneamente) era stato schedato come “collaboratore di Repubblica” – lo scorso 3 gennaio sono stati mandati tutti a casa dalla ministra della Salute che replica su Facebook.

“Oggi Repubblica pubblica uno stralcio di un documento che proverebbe la mia intenzione di “schedare” i componenti uscenti del Css, Consiglio Superiore di Sanità.

Facciamo chiarezza.

Innanzitutto vi mostro il documento integrale (http://www.giuliagrillo.it/documento_integrale/) cui si fa riferimento e che non è stato sollecitato da me PRIMA di decidere la revoca delle nomine dei membri non di diritto del Css, ma costituisce un appunto del tutto informale che ho chiesto in chat ai miei colleghi parlamentari DOPO aver sciolto la commissione.

Perché l’ho fatto?

Perché a seguito dello scioglimento del Css da più parti, in primis dalle dichiarazioni della ex presidente Siliquini, si chiedeva di agire separando la politica dalla scienza. Semplicemente nel corso di normali interlocuzioni , ho chiesto ai colleghi se avevano notizie di attività politica da parte degli ormai ex membri. Il risultato è sotto i vostri occhi.

Vi sembra un dossier?

Non ho mai avviato dossieraggi (e mai lo farò), figuriamoci via chat! Il MoVimento 5 Stelle è per la trasparenza, per cui mi interessava semplicemente capire in vista di nuove nomine, qualche nota di rilievo PUBBLICA di cui non ero a conoscenza. Ho dichiarato che alcuni ex componenti avrebbero potuto essere rinominati, mi interessava avere qualche informazione. Sottolineo che dal testo non vi sono demeriti: nessuno è così folle da pensare che aver operato un ex presidente del Consiglio possa costituire una nota negativa o che avere una moglie che ha collaborato con un esponente politico dell’opposizione possa costituire un vulnus.

Ho agito e agirò sempre per i cittadini in trasparenza per valorizzare il merito nelle nomine e non le appartenenze politiche. Leggo dichiarazioni di fuoco da parte delle opposizioni: è il gioco delle parti. Accusare di epurazione e fascismo, di “allarme per la democrazia”, un ministro che legittimamente si informa sul profilo ripeto PUBBLICO di membri di una commissione è semplicemente assurdo e fuori dalla realtà dei fatti che vi presento per quello che sono.

Rinnovare le commissioni aprendo le porte al nuovo, magari a chi pur avendo i titoli non ha i legami “giusti” è un’operazione che il Paese probabilmente non ha mai visto e questo dà chiaramente fastidio a qualcuno”.