Foodora, Civati: Battaglia riders non finisce, Di Maio li abbandona

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Agenpress. “La sentenza a favore dei riders di Foodora è un fatto molto importante che dà ancora maggiore centralità alla battaglia per una giusta paga. Una battaglia a cui Possibile ha contribuito con una proposta di legge sul salario orario minimo e l’equo compenso, e con la campagna Giusta Paga condotta da Davide Serafin”.

Lo dichiara Giuseppe Civati, fondatore di Possibile, commentando la sentenza sui fattorini di Foodora.

“Il giudice, applicando l’articolo 2 del Jobs Act, – aggiunge Civati – ha riconosciuto la subordinazione e individuato così il diritto a una retribuzione proporzionata alla quantità e qualità del lavoro come stabilisce la Costituzione all’articolo 36. I contratti di collaborazione sottoposti ai rider si concretano in prestazioni personali e continuative e con modalità di esecuzione  chiaramente organizzate dal committente tramite l’uso delle applicazioni. Ma la battaglia non finisce con questo pronunciamento, perché occorre dare un quadro legislativo alla gig economy.

Il governo del ‘cambianiente’ ha abbandonato i riders, dopo averli usati come strumento di propaganda al momento dell’insediamento. Il ministro Di Maio ha preferito assecondare Salvini su tutta la linea, perdendo di vista le bici dei ciclofattorini”.