TAV. Su referendum arriva il sì di Chiamparino, Fontana e Zaia

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Agenpress – In attesa dei risultati dell’analisi costi benefici sulla Tav e del confronto nella maggioranza. Il vicepremier Salvini ribadisce il suo sì alla Tav e apre a un referendum in caso che l’analisi dei tecnici fosse negativa. L’altro vicepremier Di Maio invece ricorda che il M5s è contro l’opera. A questo punto il presidente della regione Piemonte, Sergio Chiamparino, sostiene che “lo scontro Lega-M5s danneggia il Paese”. “Chi vincerà lo scontro? – si chiede Chiamparino – Bisognerebbe chiederlo a Di Maio o a Salvini. Certamente, l’esito non sarà comunque positivo per il Paese e per il Piemonte, perché determina una situazione di incertezza”.
Per Chiamparino “Il governo non ha più alibi: in dati tecnici ci sono, li completi e decida. Se dirà no alla Tav, chiederò al Consiglio regionale di indire con apposita legge un referendum consultivo al quale, se lo riterranno, potranno unirsi i colleghi di Veneto, Lombardia, Valle d’Aosta, e Liguria, in modo da avere una grande giornata in cui tutto il Nord Italia si pronunci su un eventuale decisione di bloccare la Tav”.
Anche per il presidente della Regione Lombardia, Attilio Fontana, “la Tav è un’opera che serve e che va fatta. Se per raggiungere questo obiettivo è necessario un referendum faremo anche questo”.
E’ favorevole al referendum anche il presidente della regione Veneto, Luca Zaia: “Giusto che i cittadini dicano la loro”.
“Se fare il referendum significa andare al ‘vedo’ – aggiunge Zaia – bene, si faccia. Una consultazione sarebbe una fatica in più, visto che dalle nostre parti c’è un’attenzione favorevole unica sulle grandi opere. Tuttavia, se servisse, avanti tutta!”.
“Mi riservo di vedere questo mega studio sui costi-benefici della Tav – sottolinea Zaia -, ma mi sorge il dubbio che se si fosse seguita questa strada nel passato non si sarebbero fatte varie grandi opere che poi si sono rivelate fondamentali per lo sviluppo del Paese”.
“Prendiamo l’Autostrada del Sole – rileva Zaia -: probabilmente, a quei tempi, uno studio del genere di quello che si sta producendo sulla Tav avrebbe sostenuto che non serviva. Lazard diceva che chi rischia tanto può perdere tutto, ma chi rischia poco non guadagna niente”.
Nel contempo il presidente della regione Toscana, Enrico Rossi, rileva che per le opere pubbliche non si può sempre ripartire da capo: “c’è un principio di continuità nella Pubblica amministrazione per cui chi subentra non può non tenere conto di ciò che è stato fatto prima, di decisioni prese. La project review era stata già fatta da Delrio, ora si fa ancora. Il paese è fermo: ha bisogno di investimenti e infrastrutture”.
Infine il presidente della regione Liguria, Giovanni Toti, parteciperà alla manifestazione di Torino a favore della Tav, prevista sabato 12 gennaio in piazza Castello: “La Tav è un’infrastruttura fondamentale del Paese, indispensabile per la competitività del sistema logistico della Liguria. Fermare questa opera sarebbe un imperdonabile atto di autolesionismo – spiega il governatore – Pertanto, accogliendo l’invito degli organizzatori e in particolare dell’amico Mino Giachino, ex sottosegretario ai Trasporti, sabato sarò in piazza a Torino”.