Tav. Delrio: “Stop all’opera è una follia e costerebbe caro senza contare la figuraccia politico-diplomatica per il nostro Paese”

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Agenpress. “Bloccare la Tav significa restare fuori da un interscambio economico con l’Europa dell’Ovest che vale 170 miliardi di euro l’anno. Significa perdere lavoro e sviluppo – dichiara Graziano Delrio -” .

“l’Italia resterebbe tagliata fuori dai corridoi europei. Il corridoio mediterraneo verrebbe spostato sopra le Alpi, passando da Ginevra, Monaco e Vienna: verrebbero tagliati fuori i porti di Genova e Venezia. L’analisi costi benefici l’ho introdotta io con un decreto ad hoc, quindi sono favorevole ma va fatta in un altro modo. Bisogna vedere gli orizzonti strategici e le ricadute. L’Alta velocità ha cambiato l’economia degli spostamenti – afferma Delrio.

“Sono stati già scavati 25 chilometri di gallerie necessarie al funzionamento e altri 6,5 chilometri della galleria vera e propria. Se si rinuncia si dovrebbe pagare per ripristinare, chiudere, riempire: più soldi di quelli che si spenderebbero a completare opera. Il ripristino costerebbe oltre due miliardi, poi bisognerebbe restituire i co-finanziamenti vinti, 800 milioni circa, quindi quasi tre miliardi. E poi la parte politico-diplomatica che comporterebbe una figuraccia: con una discussione non scontata per cancellare la ratifica fatta da noi nel 2017. Parigi si opporrà e se dovranno chiudere le loro gallerie, non si esclude una rivalsa sul costo dei loro lavori di ripristino. Come al solito si alzano i toni senza valutare le conseguenze – conclude Delrio – “.