Riso. Commissione UE ripristina dazi su importazioni da Cambogia e Myanmar. C’è stato danno economico

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Agenpress – La Commissione Ue ha dato ragione ai produttori italiani di ripristinando i dazi sull’importazione di riso dalla Cambogia e dal Myanmar, il cui sbarco in Europa a prezzi stracciati aveva costretto al ribasso il mercato italiano ed europeo costringendo molti agricoltori a rinunciare alla semina.

La Commissione ha sottolineato che c’è stato danno economico causato dalle importazioni e da domani e per un periodo di tre anni sarà attivata la clausola di salvaguardia con l’imposizione di un dazio da 175 euro a tonnellata.

Si chiude così un percorso iniziato il 16 marzo dell’anno scorso quando Bruxelles aveva autorizzato l’avvio di un’indagine anti-dumping richiesta dal governo Gentiloni. Secondo Roma, infatti, quella misura, nata per aiutare i paesi in via di sviluppo ad uscire dalla povertà e scoraggiare l’acquisto delle armi, non solo non avrebbe avuto effetti positivi nei paesi asiatici ma ha anche causato danni rilevanti ai risicoltori italiani. L’Ente nazionali risi ha stimato in almeno 11 mila gli ettari (il 5% del totale) che sono stati abbandonati perché i prezzi pagati dall’industria non riescono a coprire i costi di produzione.

“Accogliamo con favore la decisione della Commissione Europea di reintrodurre, in seguito alla conclusione dell’inchiesta sulle importazioni di riso ‘indica’ da Cambogia e Myanmar, la clausola di salvaguardia a tutela del reddito dei risicoltori nazionali”, ha detto il presidente della Copagri, Franco Verrascina.

“Ricordiamo, infatti, che nell’Unione Europea le esportazioni di riso sono crollate, ad agosto 2018 su base annua, del 37,6% in valore, mentre le importazioni, sempre nello stesso periodo, sono aumentate del 14,4%, portando la bilancia commerciale a una percentuale negativa pari al 24,5%; un andamento molto simile si è verificato in Italia, paese che è il primo produttore comunitario di riso, dove nel 2018 l’export è calato di quasi 8000 tonnellate, mentre l’import è aumentato di circa 3000 tonnellate”, evidenzia il presidente della Copagri. “Questo importante risultato è l’ulteriore dimostrazione del fatto che quando si lavora di squadra e in sinergia verso un obiettivo comune i risultati arrivano e si vedono”, conclude Verrascina.