Di Battista. La Lega restituisca i 49 mln. TAV? Costa 20 mld. In realtà 2,8, ma lui non lo sa

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Agenpress – La Lega deve restituire i 49 milioni.  “Questi soldi appartengono a me, a lei e a tutti gli elettori della Lega che dovrebbero spingere Salvini, che non ne è responsabile, a restituire soldi che appartengono a tutta la collettività”.

Eì’ quello che ha detto Alessandro Di Battista a Fabio Fazio nell’intervista andata in onda durante il programma televisivo “Che tempo che fa” su Rai 1, dove ha confermato di voler fare politica “fuori dalle istituzioni. Non mi candiderò quindi alle Europee. Sto vedendo che si può incidere anche dal di fuori”.

E parlando proprio dell’Europa ha affermato che “non si è mai unita, era un consesso di burocrati. Se il M5S odiasse l’Europa, non si presenterebbe alle Europee. Quando non c’erano le Province, non ai alle provinciali non c’eravamo”.

“Le priorità europee sono che l’Europarlamento (”unico organo democratico eletto”) deve avere più potere; l’Ue deve avere un seggio permanente al Consiglio di Sicurezza dell’Onu, al posto della Francia; si deve intervenire sui “costi ridicoli su questa istituzione che, fino ad oggi, non ha fatto gli interessi dei cittadini”, ha aggiunto.

E sulla Tav “è la più grossa sciocchezza che possa fare questo Paese:non si possono spendere 20 miliardi di euro quando occorrono infrastrutture che servono ai cittadini al Nord, al Centro e al Sud”.

Quello che sfugge a Di Battista è il costo reale della TAV, e lo spiega molto bene Repubblica.  “Non costa 20 miliardi ma 2,8. Il costo totale della tratta internazionale (il tunnel di base di 57 chilometri e i due chilometri di ferrovia sul versante italiano fino a Susa) è di 8,6 miliardi. Di questi 3,51 li paga l’Unione europea, 2,22 la Francia (che ha una tratta più lunga da realizzare sul suo versante) e 2,87 l’Italia. Ai 2,87 miliardi della tratta internazionale si possono sommare per l’Italia (ma non sono oggi ancora oggetto dei lavori) gli 1,7 miliardi necessari ad ammodernare la linea tra Susa e Torino”.

Di Battista ha parlato anche di migranti. «valutare, ahimé, saranno frasi forti, se la presenza di alcune imbarcazioni che lanciano il messaggio `salviamo chiunque´ non favorisca, ahimé come in queste ultime ore, l’aumento di gommoni e bagnarole che prendono, partono, poi scuffiano  e ci sono morti in mare».

“Dobbiamo valutare questo  perché concettualmente siamo tutti d’accordo sulla necessità di salvare le vita ma occhio che è complicato. Se oggi lanciassimo all’Africa che chiunque può prendere e partire e verrà salvato in mare, credo che ci sarebbero più morti in mare”, ha detto ancora.

“In questo momento salverei le persone e le porterei a Marsiglia. Perché  sino a che non si creerà, sì, sarà una cosa forte, un incidente, anche diplomatico, nei confronti della Francia, qua succederà sempre che l’Italia sarà lasciata sola ad avere queste responsabilità”.

Vede, Di Battista, un dibattito «tutto centrato su cosa farà l’Italia» e dunque “clamorasamente sbagliato: occorre sapere e valutare chi ha le responsabilità, fermo restando che le vite umane si salvano come sono state regolarmente salvate in questi anni. La tragedia, immane, dei giorni scorsi è avvenuta negli ultimi 5 anni sotto tutti i governi. Che Letta le voleva far affogare quelle 350 persone? Assolutamente no, come non vogliono farlo Di Maio o Salvini. Ma si tratta di capire quale è la politica giusta affinché i morti in mare diminuiscano e gli africano possano avere il diritto più importante, quello di stare a casa loro”