Reddito di cittadinanza. L’imprenditore Riello: è uno specchietto per le allodole

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Agenpress – “Più che rabbia c’è rassegnazione.  Noi imprenditori non vediamo manovre che possano portare a risollevare l’economia interne e anche la situazione delle persone in difficoltà, questo reddito di cittadinanza è uno specchietto per le allodole. Non è una manovra reale per incentivare l’industrializzazione del Paese. Non è con un obolo economico che si aumentano i consumi interni. Tra l’altro, con i limiti sull’Isee, le persone che potranno attingere al reddito di cittadinanza saranno molto poche rispetto a quanto avevano promesso, questo gli si ritorcerà contro a livello elettorale”-

Lo dice Giordano Riello, già vice presidente dei Giovani imprenditori di Confindustria Veneto,  intervenuto ai microfoni di Radio Cusano Campus.

“Chi è contro il reddito è contro la gente? E’ pura propaganda politica. Mi ero molto infastidito quando Di Maio aveva usato la parola ‘prenditori’, poi ci siamo chiariti faccia a faccia col ministro, ma si continua a dire che chi è contro il reddito di cittadinanza è un prenditore. Noi non siamo la lobby delle banche, dei prenditori, io mi alzo presto ogni mattina per aprire la serranda della fabbrica. Solo il 3% delle persone ha trovato lavoro attraverso i centri per l’impiego. Quindi mi sembra ridicolo e imbarazzante stanziare tutti quei soldi per una cosa che non funziona. Poi questi 10mila navigator che devono aiutare le persone a trovare lavoro, perché sono senza lavoro oggi?”.

Sul decreto dignità. “In un’azienda del nostro gruppo abbiamo fatto 98 assunzioni a tempo indeterminato, non grazie al decreto dignità, ma è stato frutto di una nostra politica interna perché abbiamo una situazione economica che ci permette di farlo. Certo il decreto dignità non è stato il motivo scatenante di queste assunzioni”.

 Sul boom economico previsto da Di Maio. “Sicuramente vedo un boom vicino a noi –ha scherzato Riello-. C’è un rallentamento dell’economia, non so se si parlerà di recessione. Qui però voglio spezzare una lancia in favore del governo italiano, c’è un rallentamento generale in Germania, in Inghilterra, in Francia. Questo è un insieme di difficoltà a livello europeo e in un mondo globalizzato inevitabilmente incide. Certo, se in Italia andassimo a incentivare l’economia interna potrebbe andare meglio”.