Fassina (LeU). “Quella sul colonialismo francese non è una cosa inventata da Di Maio e Di Battista”

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Agenpress – “L’analisi non è di Di Maio e Di Battista, c’è una lunga storia e decenni di letteratura sul colonialismo francese.  Non è una novità, fa parte di un’analisi che la sinistra fa da tanto tempo. Il punto è che nel momento in cui quest’analisi, assolutamente fondata, la fa il vicepremier deve essere consapevole delle conseguenze che determina. E’ evidente che tra le cause dei flussi migratori ci siano le politiche occidentali in Africa, non solo quelle attuate attraverso la moneta ma anche attraverso il commercio di armi”.

Lo dice Stefano Fassina, deputato di Liberi e Uguali,  intervenuto ai microfoni di  Radio Cusano Campus, riguardo l’incidente diplomatico tra Italia e Francia.

“C’è un nesso causale evidentissimo tra le migrazioni che derivano dalle guerre e quelle che derivano da uno sfruttamento neo-coloniale. E’ vero che formalmente si può uscire dal franco CFA, si potrebbe uscire in teoria anche dall’Euro, ma se lo fai nel contesto di ostilità della BCE che controlla la tua moneta ti fai del male. Quindi è ipocrita Macron quando dice: se volete potete uscire quando volete”.

Sul manifesto europeista di Calenda. “Il PD e Calenda continuano ad interpretare un pianto neoliberista che è quello che ha portato tutta la sinistra storica di matrice socialista sempre più lontana da quel popolo che era riuscito per decenni a rappresentare. Chi dovrebbe rappresentare i lavoratori fa politiche e sta su un impianto culturale che colpisce quei lavoratori”.

Sulle stime del FMI riguardo la crescita italiana e la risposta di Salvini. “Al di là del linguaggio di Salvini, non c’è dubbio che le politiche liberiste raccomandate da decenni dal FMI e poi dalla Commissione Ue e la Bce aggravano tutti i problemi che dovrebbero essere affrontati. Peggio di Salvini è stato Juncker che con una grandissima ipocrisia ha scaricato sul FMI la responsabilità degli errori sulla Grecia”.

 Sulla situazione economica italiana. “E’ evidente che il rischio recessione c’è. Ma se il governo italiano seguisse la proposta di fare una manovrina correttiva aggraverebbe tutti i problemi quindi spero non segua questi consigli che vanno a vantaggio degli interessi più forti, e invece si concentri nel fare investimenti pubblici”.