Tria. Rispettiamo deficit, nessuna manovra correttiva. Dopo accordo UE spread è sceso

630

Agenpress – L’Italia centrerà gli obiettivi di deficit per il 2019 e non ci sarà bisogno di una manovra correttiva. Lo afferma il ministro dell’economia Giovanni Tria in un’intervista alla Reuters dal forum di Davos a chi gli chiede se ci sarà bisogno di misure aggiuntive visto il rallentamento dell’economia.

Una manovra correttiva nei prossimi mesi “tenderei a escluderla del tutto. In primo luogo  perché prima di sei mesi non siamo in grado di giudicare l’andamento dei conti pubblici e non siamo in grado di giudicare neppure la vera natura del ciclo, quanto rallenta o no. Il nostro obiettivo di deficit, concordato con la Commissione Europea, è un obiettivo sul deficit strutturale e quindi che non tiene conto delle variazioni congiunturali e degli effetti delle variazioni congiunturali sul livello del deficit”.

“Dopo l’accordo fatto con la Commissione Europea sul nuovo budget presentato e approvato poi dal Governo italiano, lo spread è subito sceso fino a 250, da posizioni che erano intorno a 320, poi lo spread dipende a volte anche da incertezze a livello più internazionale e globale. Noi ci aspettiamo che continui a scendere. Credo che, per quanto riguarda i fondamentali dell’Italia, la posizione corretta sia non superiore a 150, o anche meno”.

“Siamo stati i primi ad avvertire che c’era un rallentamento dell’economia, fin da settembre e poi progressivamente anche ottobre e novembre, anche in sede internazionale, sia alla Commissione Europea sia al Fondo Monetario, quando contestavamo le politiche fiscali restrittive che questi organismi chiedevano all’Italia”, ha detto ancora.

“Quindi non ci sorprende questo rallentamento. Se avranno ragione o no è difficile dirlo, nel senso che si tratta di stime e previsioni e soprattutto nella fasi di rallentamento le stime sono sempre più complesse”.