Reddito di cittadinanza e centri per l’impiego: evitare effetto boomerang

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Agenpress. Per accelerare la riforma dei centri per l’impiego occorre “stabilizzare il personale precario, prevedere un piano serio di assunzioni e formazione, costruire insieme il quadro delle procedure e delle infrastrutture digitali. Non si fa in tre mesi ma certo non occorre troppo tempo. Se l’unico obiettivo sono le europee di maggio, alla fine sarà un boomerang, per il governo e purtroppo per il Paese. Se invece vogliamo collaborare, penso che in pochi mesi si possano fare grandi passi avanti”.

Lo afferma il presidente della Conferenza delle Regioni e Presidente dell’Emilia Romagna, Stefano Bonaccini

“Il governo vuole giustamente potenziare gli organici e la dotazione digitale. Ma è verosimile che questo possa avvenire in meno di tre mesi se ancora non ci sono i bandi e non si è scelto come connettere le banche dati? Il decreto non dice neppure come si relazioneranno le diverse amministrazioni competenti né chi gestirà fisicamente le persone”, osserva Bonaccini.

“Ad essere cattivi si potrebbe sospettare che chi ha scritto il decreto non abbia mai amministrato un Comune o non abbia idea di cosa sia un Cpi, perché si stanziano molti soldi, ma non siamo certi di aiutare né chi è in povertà né chi cerca un’occupazione o un percorso di formazione adeguato”, sottolinea Bonaccini.

“La nostra preoccupazione – conclude Bonaccini – è che salti quel poco o tanto fatto fin qui con il Reddito di inclusione o con misure regionali come quella in Emilia Romagna, ma che si blocchino anche quelle poche Regioni che stavano investendo sulle politiche attive e sui centri per l’impiego”.