Il M5S contro Maria Giovanna Maglie. “No ai raccomandati in Rai”. Ma la Lega la difende

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Agenpress – Il Movimento Cinque Stelle blocca il rientro di Maria Giovanna Maglie negli studi di viale Mazzini. L’ex corrispondente dagli Stati Uniti – in prima fila per la conduzione della striscia post Tg1 delle 20 – viene invece difesa dalla Lega, che ‘sponsorizza’ la giornalista per quel ruolo. Mentre lei si difende, riesumando le “stimmate socialiste” che spingerebbero i post-comunisti ad osteggiare il suo ritorno sulla rete ammiraglia e spiegando – in risposta all’Usigrai che ha denunciato come da tre anni non risulti iscritta all’Ordine dei giornalisti – che è tutto un malinteso, un “problema di quote” non pagate e che si metterà in regola.

“Non c’è nulla di deciso, nulla di cui discutere. Mi sono state attribuite dichiarazioni che non ho fatto, frutto evidentemente di un equivoco in buona fede tra colleghi”, replica Lo dice Maria Giovanna Maglie, sulle polemiche scatenate dall’ipotesi che le venga affidata una striscia informativa post Tg1. “Mi tengo fuori da una polemica politica che ritengo non riguardi la mia persona, ma si limiti a utilizzarmi. Se però come persona vengo insultata e calunniata, mi rivarrò nelle sedi opportune”.

“No ai raccomandati in Rai”, sottolineano fonti parlamentari del M5S bocciando, per questo motivo, il suo profilo come conduttrice della striscia quotidiana che andrà in onda dopo il Tg1, quella che fu di Enzo Biagi. Nel 1991, ricordano le stesse fonti, Maglie rilasciò un’intervista a Panorama in cui affermava: “Credo che Craxi mi abbia, diciamo così, dato una mano per entrare in Rai”. Maglie, insistono nel Movimento, non è un profilo “adeguato” per il servizio pubblico dove “serve meritocrazia”.

“Queste ‘interessanti’ polemiche confermano che la scelta di un professionista vero, intelligente e a tratti vulcanico, è assolutamente azzeccata per confezionare un prodotto indipendente, nuovo e destinato a creare dibattito”, commenta Massimiliano Capitanio, segretario leghista della commissione di Vigilanza Rai. “Da giornalista difendo l’ordine e tutti i suoi satelliti, ma vorrei e che l’attenzione fosse rivolta a ben altri casi dove il tesserino è stato brutalmente e velocemente svenduto a logiche commerciali”, conclude.

E Igor Iezzi, deputato leghista anche lui in commissione Vigilanza, aggiunge: “È una giornalista di cui ho una ottima opinione, non riesco a capire il motivo per non darle la trasmissione. Non vorrei cadessimo nella censura delle idee”