Napoli. Parla la mamma del bimbo ucciso. Rimase immobile mentre il compagno massacrava i due figli

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Agenpress – Con un provvedimento d’urgenza depositato ieri mattina, il tribunale per i minorenni presieduto da Patrizia Esposito ha sospeso la potestà genitoriale di Valentina e del padre naturale dei bambini, Felice Dorice, che vive a Pompei. Le bambine saranno affidate a un tutore, la più piccola è già ospite in un istituto, la sorellina la raggiungerà appena le sue condizioni di salute lo consentiranno. Una decisione sofferta, ma ritenuta inevitabile, almeno in questa fase, dai magistrati del collegio presieduto da Maurizio Barruffo che hanno accolto la richiesta della Procura minorile e hanno fissato a breve l’udienza per lo sviluppo del procedimento.

Ai pm la donna, 30 anni, ha provato a raccontare cosa è successo quella domenica  quando il suo compagno, Tony Essobti Badre, 24 anni, ha perso al testa e ha cominciato a picchiare a suon di calci e pungi, e poi con una mazza di scopa, i figli di lei. Come ha raccontato ai pm che l’hanno interrogata, la donna era sotto choc, incapace di muoversi mentre l’uomo che amava si accaniva sui suoi figli, la vittima Giuseppe, ma anche sua sorella maggiore, ricoverata all’ospedale Santobono di Napoli, adesso fortunatamente fuori pericolo di vita.

Anche se non è indagata, gli inquirenti stanno vagliando la posizione della donna. I magistrati della Procura di Napoli Nord, titolare dell’inchiesta, vogliono capire perché la donna non abbia reagito e cosa sia accaduto nel periodo intercorso tra il pestaggio e l’arrivo dei soccorsi. Il lasso di tempo, infatti, sarebbe stato enorme: Raphael, fratello di Tony – che ha accompagnato a costituirsi – parla di almeno 4 ore intercorse tra la lite e il pestaggio e la chiamata al 118, effettuata da lui intorno alle 13, quando è arrivato a casa del fratello. In questo lasso di tempo il bambino sarebbe stato riverso agonizzante sul divano, curato solo con alcune bende e con una pomata.