Fusacchia (+Europa): “I pullman di Tabacci appartengono alla vecchia politica: fare subito chiarezza per andare oltre”

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Agenpress. Ad una settimana dalla conclusione del primo Congresso di +Europa, Alessandro Fusacchia reagisce con forza alle polemiche che hanno accompagnato l’elezione del nuovo segretario.

Nelle ore successive alla vittoria di Benedetto Della Vedova, testimonianze e documenti audio e video hanno infatti rivelato l’arrivo in pullman di votanti arrivati all’ultima ora e senza sapere alcunché su partito, Congresso e candidati.

Ne è nata una controversia che ha visto al centro delle accuse Bruno Tabacci, leader di Centro Democratico. In un’intervista pubblicata su Linkiesta, Fusacchia – deputato con +Europa e uno dei tre candidati al ruolo di segretario – ha così commentato i fatti:

“Sa cosa mi ha stordito? La reazione di Tabacci. Si sente attaccato e che fa? Invece di dire ‘andiamo a fondo, è interesse di tutti capire cos’è successo’, con un’intervista al Corriere rivendica pubblicamente i pullman. E con i pullman, tutto un vecchio modo di fare politica colpisce l’immaginario pubblico. Invade i ricordi di chi c’era. Costruisce una prima impressione indelebile su tutti gli altri che non c’erano. Conclusione: fa un danno incalcolabile. […] Io pretendo una risposta.

Non la devono a me. La devono a ciascuno di quelli a cui abbiamo chiesto di unirsi a noi. Su ciò che è capitato, e su cosa aspettarsi da adesso in poi. Andranno convocate le assemblee regionali ed elette le cariche in ogni regione. Penso alla Sicilia, alla Campania, ma anche all’Emilia Romagna. Non ho problemi con nessuno che voglia impegnarsi. Ma il nostro partito non può diventare luogo di riciclati che riciclano anche i loro metodi.

Sui territori servono facce nuove che incarnino metodi nuovi, altrimenti i pullman saranno niente in confronto a quello che succederà nel giro di poco: finiremo in mano a tanti potentati locali. Ho girato tanto nelle ultime settimane, incontrando centinaia di nostri attivisti appassionati, motivati e disinteressati: noi dobbiamo mettere il partito in mano a loro. Perché se non succede – ovvero, se quello che è successo domenica è stato solo l’antipasto – allora a pochissimi interessa arrivare al dessert. Serve dimostrare con fatti inequivocabili e in tempi rapidissimi che non siamo quella roba lì. Senza questa chiarezza, tutto il resto servirà a poco.”

Nelle settimane che hanno preceduto il Congresso, Fusacchia ha partecipato a una campagna di ascolto e mobilitazione che ha toccato 45 città in 15 giorni. Una strategia che il deputato rivendica, e da cui ritiene +Europa debba ripartire per costruire un altro modo di fare politica. “Dobbiamo far partire iniziative politiche e di mobilitazione, così da avere il polso dell’emorragia, di quanti iscritti sono già scappati, di quanto siamo diventati antipatici a tanti simpatizzanti, di chi è invece disposto a darci ancora fiducia. […] Non siamo né quelli dei pullman né quelli delle procure. Siamo quelli che ripartono dagli iscritti. Ce li andiamo a prendere uno and uno. Anche in pullman! Anzi, il tour lo chiamiamo proprio ‘pullman sì, ma non così’. Andiamo a fare il lavoro che serve, regione per regione, città dopo città.”

Al contempo, Fusacchia ritiene essenziale far luce su quanto accaduto, e ha già chiesto al segretario neo-eletto di prendere opportune contromisure. “Anzitutto bisogna portare tutto davanti al Collegio di garanzia che ha gestito la fase precongressuale e il Congresso. Con un ricorso molto circostanziato, così da aiutare il Collegio a verificare cosa sia successo. Prevedendo alla fine della verifica una trasparenza totale sui dati e su quanto emerge, così da trarne le conseguenze politiche e dimostrare a tutti – dentro il partito e fuori – che +Europa ha gli anticorpi e sa affrontare con le proprie forze situazioni che ne minano la reputazione e credibilità.” Il deputato, che nel gruppo di +Europa condivide le attività parlamentari con Riccardo Magi e lo stesso Bruno Tabacci, non esclude ripercussioni anche su di esse.

“Lo dico in maniera chiara: senza una +Europa che recupera rapidamente e nettamente la sua capacità e immagine di partito diverso, anche il gruppo di +Europa alla Camera serve a poco. E sono pronto a scioglierlo se il partito non dimostrerà di essere all’altezza dei suoi iscritti.”