Reddito di cittadinanza. Menotti (Confindustria sud). Governo premia chi non ha voglia di fare nulla

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Gabriele Menotti Lippolis, neo Presidente dei giovani di Confindustria Sud

Agenpress – “Io sono un imprenditore di prima generazione, la mia famiglia faceva altro, mio padre era dipendente pubblico.  Dal 2001 ho una società di eventi e comunicazione in Puglia e a Milano, lavoriamo nel settore energetico. Nel 2013 abbiamo diversificato nel settore food. Cerchiamo di dare buona occupazione. Scegliendo ottimi collaboratori, fidelizzandoli, lavorando duramente ogni giorno si può essere imprenditori di successo anche al sud. Bisogna costruire un progetto, far appassionare i propri collaboratori, cercando di tenerli con sé e costruendo una buona squadra. Bisogna avere coraggio, visione e magari bisognerebbe avere delle condizioni economiche in cui operare più facilmente”.

Lo ha detto Gabriele Menotti Lippolis, neo Presidente dei giovani di Confindustria Sud,  intervenuto ai microfoni di Radio Cusano Campus.

“Sul reddito di cittadinanza e l’allarme lanciato da Pierangelo Albini, direttore dell’area Lavoro e Welfare di Confindustria, sul fatto che potrebbe scoraggiare la ricerca di un lavoro in quanto la somma è simile a quella di uno stipendio medio. “Quando un imprenditore, parliamo di impresa con la I maiuscola, assume con un contratto collettivo di lavoro e l’impiego è full time lo stipendio è sicuramente superiore agli 830 euro –ha dichiarato Menotti-. Il nostro responsabile però ha ragione perché noi abbiamo un’idea diversa di Mezzogiorno e di lavoro. Io avrei premiato chi lavora già, chi se ne sta a casa senza fare nulla per me non va premiato. Confindustria ha un’idea diversa di Paese. Ci sembra che questo governo invece che alzare l’asticella la butti a terra. E’ una soluzione arrendevole quella del reddito di cittadinanza, noi non la vogliamo. L’Italia e soprattutto il mezzogiorno non hanno bisogno di soluzioni arrendevoli, hanno bisogno di progetti, di guardare con il naso all’insù quello che può essere lo sviluppo del territorio. Ci sono giovani e giovani, quelli che hanno voglia di lavorare e quelli che non hanno voglia. Col reddito di cittadinanza andiamo a premiare chi non ha voglia di lavorare. Magari poi glielo toglieranno se non troveranno lavoro, ma intanto ne avranno usufruito. Vorrei capire quale sarà il ruolo dei navigator. Noi per assumere ci affidiamo alle agenzie interinali, magari i navigator avessero le stesse competenze. Noi siamo sempre aperti al confronto. Confindustria fa l’interesse delle proprie aziende, cerca di produrre occupazione e reddito. Non siamo contro il governo tout court. Ci sembra però che ci siano molti angoli fumosi in questo reddito di cittadinanza. Se non riparte l’economia è difficile assumere. Ad onor del vero bisogna dire che chi assume coloro che beneficiano del reddito di cittadinanza avrà sgravi contributivi, questo è importante. Il fatto che i soldi debbano essere spesi per forza potrebbe essere un segnale per l’economia, vedremo nei prossimi mesi, però non credo che sarà una soluzione produttiva, mi sembra una soluzione tampone, quando invece il Paese avrebbe bisogno di soluzioni strutturali. Il lavoro in Italia costa tanto, però dall’altro punto di vista spesso molte persone non riescono a trovare lavoro perché le aziende sono sempre sul chi va là se devono assumere o meno perché c’è sempre incertezza sul futuro del Paese. Se poi Di Maio dovesse avere ragione saremo i primi a dargliene atto”.

Sulla Tav. “Quali sono le infrastrutture che vuole Toninelli? Nel momento in cui da 30 anni c’è un’opera che sta per essere terminata, dico terminiamoli. Lì potrebbero passare anche tante merci, ragionando da imprenditore, secondo me andrebbe portata a termine” ha affermato Menotti.