Papa ai magistrati: rispettate la dignità della persona

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Il Papa, nell’udienza all’Associazione Nazionale Magistrati, che quest’anno compie centodieci anni esorta i giudici ad amministrare la giustizia con misericordia e ricorda “i vuoti legislativi in alcune importanti questioni, tra le quali quelle relative all’inizio e alla fine della vita”.

Il Papa ricorda che viviamo “in un tempo nel quale così spesso la verità viene contraffatta”. È quindi necessario, sottolinea il Papa, “affermare la superiorità della realtà sull’idea”. Quest’ultima, invece, è solo una elaborazione della realtà.

L’Associazione Nazionale Magistrati, afferma il Pontefice, ha il compito di sorvegliare sulle regole democratiche e di promuovere i valori costituzionali, “a servizio del bene comune”. I giudici, aggiunge, sono chiamati ad accertare “la realtà dei fatti” con puntualità e accuratezza attraverso “uno studio approfondito” e un “continuo sforzo di aggiornamento”. Ma questo fondamentale impegno si inserisce, spesso, in un tessuto sociale sfibrato e lacerato.

Per dare nuova linfa al tessuto sociale, afferma Francesco, va dunque riaffermato “il valore primario della giustizia, indispensabile per il corretto funzionamento di ogni ambito della vita”. Il Papa ricorda che la giustizia, secondo la tradizione filosofica, è “una virtù cardinale” che “indica la giusta direzione”. “È un punto di appoggio e di snodo”.

Il Pontefice, rimarcando che i magistrati sono “ben più che funzionari, ma modelli di fronte a tutta la cittadinanza e in particolare nei confronti dei più giovani”, auspica infine che la giustizia “diventi sempre più “inclusiva”, “attenta agli ultimi e alla loro integrazione”. E si congratula con i magistrati perché custodiscono, con la memoria, le loro radici più importanti:

Mi congratulo con voi perché fate memoria dei magistrati che hanno sofferto e perso la vita nel fedele svolgimento della loro mansione. A ciascuno di loro rivolgo anch’io, oggi, un particolare e riconoscente ricordo.