Bankitalia. Borghi (Lega). L’oro è dello Stato, manca una legge che lo dice

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Agenpress – “Nessuno  vuole toccare le riserve auree, però è aberrante che non abbiamo ancora un’interpretazione autentica. Cosa ci vuole a fare una legge per mettere nero su bianco che la proprietà dell’oro è dello Stato? Ciò non significa che il governo possa venderlo, però questa lacuna va colmata. L’oro appartiene agli italiani. Eppure non esiste legge che lo dichiari esplicitamente”.

Lo ha detto Claudio Borghi, deputato della Lega e presidente della commissione Bilancio i una intervista a La Stampa. “Manca una norma che dica chiaramente di chi sono le riserve auree,  la questione è posta da invoca un intervento del legislatore per ovviare alla “anomalia”.

“Ovunque le riserve auree sono formalmente detenute dallo Stato. La situazione anomala di Banca d’Italia deriva dalla sua storia. Il quantitativo totale di oro detenuto dall’istituto, dopo il conferimento di 141 tonnellate alla Banca centrale europea è di 2.452 tonnellate (metriche). Sono lingotti (95.493) e monete, sarebbe il quarto tesoro mondiale se si volesse considerare il Fondo monetario internazionale”.

Il suo timore è che “Banca d’Italia è soggetto pubblico ma non c’è scritto da nessuna parte che la proprietà dell’oro è dello Stato e non degli azionisti privati”. Non è un tentativo di far cassa? “Assolutamente no, anzi noi le riserve auree le vogliamo tutelare e un pensierino andrebbe anche fatto al luogo dove tutto questo oro è depositato perché metà risulta conservato all’estero”.