Calabria. La vittima dell’incendio era stato arrestato per droga. Salvini: “pronti a sgomberare la baraccopoli”

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Agenpress – Con Moussa Ba, salgono a tre le vittime di incendi nella baraccopoli di San Ferdinando registrate in un anno. Il 27 gennaio 2018 perse la vita una 26enne nigeriana, Becky Moses. In quel caso l’incendio fu doloso. Pochi mesi dopo la polizia ha fermato una donna ritenuta la mandante del rogo, fatto appiccare per gelosia. Il 2 dicembre 2018, morì Surawa Jaith, del Gambia, che avrebbe compiuto 18 anni pochi giorni dopo.

La vittima del rogo era un 28enne del Senegal, Moussa Ba, e aveva avuto la protezione umanitaria dalla commissione territoriale di Trapani nel 2015. Il giovane, dicono in questura a Reggio Calabria, aveva avuto un permesso di soggiorno, sempre per motivi umanitari, scaduto a marzo 2018 e non rinnovato per la mancata presentazione della documentazione. Il 31 dicembre era stato arrestato dal commissariato di Gioia Tauro, su delega della squadra mobile di Pisa, per detenzione di hashish a fini di spaccio e il 16 gennaio era stato scarcerato. Per lui era stata stabilita la misura cautelare del divieto di dimora nella provincia toscana.

I migranti da tempo chiedono soluzioni abitative alternative che superino l’emergenza della baraccopoli. Nel campo c’è chi è pronto a dare vita ad un corteo di protesta fino a San Ferdinando. Anche per questo motivo è stato approntato un piano per trasferire, nel breve periodo e previe le necessarie verifiche di legge, i migranti che vivono nella baraccopoli.

La vittima del rogo era un 28enne del Senegal, Moussa Ba, e aveva avuto la protezione umanitaria dalla commissione territoriale di Trapani nel 2015. Il giovane, dicono in questura a Reggio Calabria, aveva avuto un permesso di soggiorno, sempre per motivi umanitari, scaduto a marzo 2018 e non rinnovato per la mancata presentazione della documentazione. Il 31 dicembre era stato arrestato dal commissariato di Gioia Tauro, su delega della squadra mobile di Pisa, per detenzione di hashish a fini di spaccio e il 16 gennaio era stato scarcerato. Per lui era stata stabilita la misura cautelare del divieto di dimora nella provincia toscana.

“Sgombereremo la baraccopoli di San Ferdinando. L’avevamo promesso e lo faremo, illegalità e degrado provocano tragedie come quella di poche ore fa (un incendio con una vittima). Per gli extracomunitari di San Ferdinando con protezione internazionale, avevamo messo a disposizione 133 posti nei progetti Sprar. Hanno aderito solo in otto (otto!), tutti del Mali. E anche gli altri immigrati, che pure potevano accedere ai Cara o ai Cas, hanno preferito rimanere nella baraccopoli. Basta abusi e illegalità”. Lo dice il ministro dell’Interno Matteo Salvini.