Papa Francesco. “Nessuno di noi ha avuto genitori perfetti. A nostra volta, non saremo mai genitori, o pastori, perfetti”

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Agenpress – “Nessuno di noi ha avuto genitori perfetti, nessuno, come noi, a nostra volta, non saremo mai genitori, o pastori, perfetti. Tutti abbiamo difetti, tutti. Le nostre relazioni di amore le viviamo sempre sotto il segno dei nostri limiti e anche del nostro egoismo, perciò sono spesso inquinate da desideri di possesso o di manipolazione dell’altro”.

Lo ha detto Papa Francesco  in udienza generale.   Per questo “a volte le dichiarazioni di amore si tramutano in sentimenti di rabbia e di ostilità. ‘Ma guarda questi due si amavano tanto la settimana scorsa e ora si odiano a morte!'”.

“Questo lo vediamo spesso perché tutti noi abbiamo radici amare dentro e a volte escono e fanno del male.  Ecco perché, quando parliamo di Dio come ‘padre’, mentre pensiamo all’immagine dei nostri genitori, specialmente se ci hanno voluto bene, nello stesso tempo dobbiamo andare oltre”. L’amore di Dio, ha detto ancora, “è quello del Padre ‘che è nei cieli’, secondo l’espressione che ci invita ad usare Gesù: è l’amore totale che noi in questa vita assaporiamo solo in maniera imperfetta”.

“Gli uomini e le donne sono eternamente mendicanti di amore – noi siamo mendicanti di amore, abbiamo bisogno di amore -, cercano un luogo dove essere finalmente amati, ma non lo trovano. Quante amicizie e quanti amori delusi ci sono nel nostro mondo!”.

“Quante volte noi uomini abbiamo amato in questa maniera così debole e intermittente. Tutti abbiamo esperienza di questo: abbiamo amato, ma poi quell’amore è diventato debole”, ha sottolineato il Pontefice.

“Desiderosi di voler bene, ci siamo poi scontrati con i nostri limiti, con la povertà delle nostre forze:  incapaci di mantenere una promessa che nei giorni di grazia ci sembrava facile da realizzare”. “Siamo mendicanti che nel cammino rischiano di non trovare mai completamente quel tesoro che cercano fin dal primo giorno della loro vita: l’amore”, ha avvertito Francesco.

“Però, esiste un altro amore,  quello del Padre ‘che è nei cieli’. Ci ama, mi ama, possiamo dire. Nessuno deve dubitare di essere destinatario di questo amore. Se anche nostro padre e nostra madre non ci avessero amato, c’è un Dio nei cieli che ci ama come nessuno su questa terra ha mai fatto e potrà mai fare. L’amore di Dio è costante sempre”.

Citando il profeta Isaia – “Si dimentica forse una donna del suo bambino, così da non commuoversi per il figlio delle sue viscere? Anche se costoro si dimenticassero, io invece non ti dimenticherò mai. Ecco, sulle palme delle mie mani ti ho disegnato” – il Papa ha aggiunto ‘a braccio’: “Oggi è di moda il tatuaggio, ‘sulle palme delle mani ti ho disegnato’, ti ho fatto un tatuaggio nelle mani. Io sono nelle mani di Dio e non posso toglierlo l’amore di Dio, è come l’amore di una madre che non può dimenticarsi. Questo è l’amore perfetto di Dio. Così siamo amati da lui”.

“Se anche tutti i nostri amori terreni si sgretolassero – ha detto ancora -, e non ci restasse in mano altro che polvere, c’è sempre per tutti noi, ardente, l’amore unico e fedele di Dio”. E “l’espressione ‘nei cieli’ non vuole esprimere una lontananza, ma una diversità radicale, un’altra dimensione: un amore instancabile, un amore che sempre rimarrà. Anzi, un amore che è sempre nella mano: basta dire ‘Padre mostro che sei nei cieli’ e quell’amore verrà”.