Bielorussia. Trovati i resti di 730 ebrei, donne, bambini e uomini, uccisi dai nazisti di Hitler

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Agenpress – I resti di 730 ebrei uccisi dai nazisti di Hitler sono stati scoperti nella cittadina di Brest, in Bielorussia, in un cantiere edile. Dal numero delle spoglie si ritiene che, a finire nella fossa comune, ai margini del ghetto della cittadina bielorussa, furono almeno mille persone, per lo più donne, bambini, anziani. È la Bild a raccontare dell’agghiacciante ritrovamento, dopo aver visitato il luogo. I resti sono rimasti lì, a un metro e mezzo di profondità, per 76 anni.

Secondo le autorità locali i corpi dovrebbero essere più di un migliaio, riferisce a Bild il tenente Dimitri Kaminski. Il cantiere dove sono stati ritrovati i resti è adiacente al ghetto maggiore. Nella fossa comune si trovano quasi soltanto donne e bambini, gli uomini erano stati già uccisi nel 1941. Efim Basim, presidente della comunità ebraica di Brest racconta che “prima della guerra Brest aveva 56.000 abitanti di cui 30.000 erano ebrei”, dopo la guerra appena 19. “Oggi Brest ha 300.000 abitanti di cui 491 ebrei”.

“Noi consegniamo i resti alle autorità locali affinché vengano re-inumati”, ha dichiarato, confermando che si è arrivati a quota 790, “quando si trova lo scheletro di un bimbo e quello di una madre che lo protegge, allora si capisce cosa abbiano provato queste persone. Non sono sentimenti piacevoli”.

Le truppe naziste presero conquistarono nel 1941 Brest, all’epoca città dell’Urss, dopo una settimana di combattimenti e subito dopo fucilarono migliaia di ebrei. Il ghetto venne creato a dicembre 1941, dopo la confisca di qualsiasi oggetto di valore in loro possesso, e vi si installarono almeno 18mila persone. Resti umani dai massacri del 1941 erano già stati ritrovati in diversi punti della città prima della scoperta della mega-fossa comune. Quasi tutti gli ebrei sopravvissuti a quell’anno di stragi furono poi fucilati nel 1942 a Bronnaya Gora, campodi concentramento e sterminio creato dai nazisti nella regione.Un’architetto e una storica hanno lanciato una petizione affinchè fosse bloccato il cantiere dove ora sono in corso le esumazioni. L’appello ha incontrato qualche resistenza, poi è stato deciso di procedere alla raccolta dei resti. La società edile Pribujsky Kvarta si è tuttavia rifiutata di fermare completamente i lavori.