Migranti. Rapporto 007. Calo sbarchi dovuto ad assenza delle Ong e ad azione della Guardia Costiera libica

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foto d'archivio

Agenpress – Il calo degli sbarchi di migranti sulle coste italiane – che ha fatto segnare una contrazione dell’80% nel 2018 – è dovuto, si legge nella relazione dei Servizi Segreti  al Parlamento dei flussi migratori,  alla “rafforzata capacità della Guardia Costiera” libica da un lato e alla “drastica riduzione delle navi delle Ong” davanti alle coste nordafricane dall’altro che “di fatto, ha privato i trafficanti della possibilità di sfruttare le attività umanitarie” ricorrendo a barconi e gommoni fatiscenti e a basso costo. L’assenza delle navi dei volontari nel Mediterraneo, secondo gli 007 “di fatto, ha privato i trafficanti della possibilità di sfruttare le attività umanitarie” ricorrendo a barconi e gommoni fatiscenti e a basso costo. Nell’analisi si sottolinea che sul calo ha inciso anche “il potenziamento dei controlli a sud della Libia, specie in territorio nigerino”.

La contrazione delle partenze dalla Libia ha però fatto sì che aumentassero i flussi dalla Tunisia dal Marocco, lungo la rotta del Mediterraneo occidentale, e da Grecia e Turchia, nel Mediterraneo orientale.

Anzi, dicono i servizi, per la prima volta gli arrivi da queste due rotte hanno superato quelli dal Mediterraneo centrale (57mila arrivi da ovest, 56mila da est e 23mila circa dalla Libia).

Ci sono però ancora una serie di “aspetti strutturali”, dicono ancora gli 007, che potrebbero innescare “nuove ondate migratorie: la precarietà della situazione libica, gli sviluppi in altri paesi nord africani dove si registrano “criticità economico-sociali che potrebbero riflettersi sulle capacità di contenimento della spinta migratoria”, l’evoluzione della crisi siriana e in particolare della ‘tenuta’ di Idilb.

Quanto alle organizzazioni criminali che gestiscono i traffici, i Servizi parlano di “potenti gruppi criminali” operativi sia sulla costa che nella fascia subsahariana, al confine tra Ciad e Sudan. Ed evidenziano un attivismo che “interessa tutte le fasi del business”: dalla pubblicazione sui social dei servizi offerti – con tratte, vettori tariffe e modalità di pagamento – fino all’assistenza logistica nei paesi di destinazione.