Martina (PD). Per il bene dell’Italia bisogna tornare alle urne. Non rinuncio al nostro simbolo

520

Agenpress – “Io penso che dobbiamo portare il nostro simbolo e le nostre energie dentro il progetto lanciato da Calenda e da tanti sindaci per una lista unitaria europeista. Lavorerò per questo”.

Lo dice Maurizio Martina, candidato alle primarie Pd, intervistato da QN. I distinguo e i veti che si vanno profilando?

“Ho grande rispetto per tutti. Ma questo lavoro di ricostruzione non deve muoversi dalle sigle e dai vertici ma dal basso, dalla società, dalle persone in carne ed ossa. Io voglio un Pd capace di fare questo lavoro per un nuovo centrosinistra, oltre rancori e nostalgie”, sottolinea. Se perde sarà mai tentato dall’uscire dal Pd? E potrebbe accettare incarichi in un Pd che torna collegiale?

“Io non uscirò mai e poi mai.  Questa è la mia casa. Lavorerò sempre per dare una mano a questa comunità politica che è patrimonio della democrazia del Paese contro la destra pericolosa di oggi al governo”.

Se il governo cadesse bisognerebbe tornare alle urne o cercare nuove maggioranze, ad esempio con i 5Stelle? “Per il bene dell’Italia bisogna tornare alle urne. Prima ci andiamo e meglio è perché Lega e 5Stelle ci stanno portando sull’orlo del precipizio”.

“Credo che ci siano le condizioni per tenere unito il partito democratico e guardare al futuro e alle sfide che il partito ha davanti, provando ad unire tutte le energie al nostro interno. Ho provato a rappresentare i punti concreti di proposta a partire, soprattutto sul piano sociale, dal salario minimo legale per chi non ha il contratto nazionale. Credo di essere il candidato nelle condizioni più forti per tenere unito il Pd ed aprirlo”.