Governo. Il TAV e le furbizie di Toninelli. I costi-benefici sono positivi

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Agenpress – Due le furbizie del ministro delle Infrastrutture e Trasporti, Danilo Toninelli. La prima è quello che abbiamo più volte ricordato, cioè aver affidato l’analisi costi-benefici del Tav a un gruppo di persone, che si erano già espresse negativamente, in precedenza e pubblicamente; la seconda è quella relativa ai bandi di gara da indire, per non perdere 300 milioni stanziati dalla Ue, per poi revocarli, semmai, dopo le elezioni europee.

Due furbate.

Operazioni all’altezza del ministro Toninelli, al quale vogliamo ricordare che i costi benefici del Tav sono positivi.

Vediamo.

  1. Accise e pedaggi, non devono essere considerati costi ma trasferimenti, secondo le linee guida della Ue e, già così, la risultante dell’analisi è positiva per circa 700 milioni.
  2. I costi da valutare devono essere quelli italiani, comprensivi di quota parte di quelli europei, esclusi però quelli francesi. In questo modo, l’impatto del contributo finanziario sulle perdite paventate si riduce da 7 miliardi a 2,5 miliardi, cioè di circa il 65%.
  3. Il passaggio da ruota a ferro comporta una diminuzione degli inquinanti i quali hanno effetti sulla salute umana e sull’ambiente, con i relativi costi economici e sociali.
  4. Il passaggio da ruota a ferro comporta una diminuzione degli incidenti stradali e dei relativi costi economici e sociali.
  5. La sospensione dell’opera comporterebbe il licenziamento del personale (in un momento di crisi occupazionale).
  6. La sospensione dell’opera comporterebbe l’avvio delle contestazioni economiche-finanziarie da parte dell’Ue, degli altri Stati e delle imprese, con relativi costi.
  7. La sospensione dell’opera comporterebbe la crisi della credibilità dell’Italia, come ha ricordato il ministro della Economia, Giovanni Tria: “Se non si rispettano i patti, come potrebbe succedere per il Tav, Torino-Lione, nessuno verrà più a investire in Italia”.

Insomma, il ministro Toninelli con le sue furbate vuole più inquinamento, più incidenti, più disoccupati, più discredito, più soldi ai petrolieri e più soldi ai concessionari autostradali.

Potremmo definire il tutto: la sciagura Toninelli.

Primo Mastrantoni, segretario Aduc