Boccia (Confindustria). Il TAV si deve fare, l’interesse nazionale deve prevalere

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Agenpress – Il TAV si deve fare, deve prevalere l’interesse nazionale. Il blocco dell’opera provocherebbe una grave perdita di credibilità internazionale del Paese, non si possono cambiare le regole del gioco ad ogni cambio di governo.

Oggi il Presidente Boccia è intervenuto nella trasmissione “Circo Massimo” su Radio Capital, molti gli argomenti affrontati.

La situazione economica è seria, l’Italia sta attraversando una crisi evidente e sono molti i settori produttivi in sofferenza. A fronte di questa situazione, il lavoro e la crescita devono essere la priorità, il ciclo economico negativo non permette perdite di tempo.

Serve un piano shock per far ripartire l’economia, un piano organico di politica economica che faccia recuperare fiducia al Paese. Le previsioni di crescita del governo non si stanno realizzando, bisogna reagire in fretta.

La rilevanza di un’opera come la Tav “va oltre il mero calcolo economico e include, tra gli altri, anche aspetti legati alla sostenibilità ambientale, alla competitività territoriale, agli effetti di agglomerazione sulle economie locali, all’impatto reputazionale”, ha aggiunto in una nota  spiegando che l’analisi costi benefici, utilizzata dal decisore pubblico “come strumento principale per valutare l’opportunità di proseguire” con la Tav, ha “dei limiti. Tale approccio, dunque, è necessario ma non sufficiente”. “Serve un ampliamento”.

“La rinuncia alla finalizzazione della TAV – si legge ancora – comporterebbe potenziali danni derivanti da costi diretti (risarcimenti dei costi sostenuti e perdita occupazionale), indiretti (per esempio aumento della produttività, altri effetti sul mercato del lavoro, effetti derivanti dalle “economie di agglomerazione”), e da costi di reputazione, ovvero da danni d’immagine e di credibilità dell’intero sistema Paese. Quest’ultimo aspetto, in particolare, tenderebbe a disincentivare eventuali investitori interessati a finanziare progetti importanti”.

È fondamentale sottolineare  “la difficoltà di tenere in considerazione un’ampia serie di benefici più estesi di quelli che l’ABC è in grado di evidenziare. Ci si riferisce in particolare all’impatto positivo indiretto sul mercato del lavoro, per esempio attraverso l’aumento dei tassi di partecipazione e la migliore accessibilità ad opportunità di lavoro prima precluse. Oltre ovviamente all’impatto diretto dovuto all’occupazione aggiuntiva attivata per la durata dei cantieri”.