Via della Seta. Friedman. No succubi della Cina, ti offre un prestito e lo ripaghi con il tuo posteriore

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Agenpress – “E’ un piano geopolitico di infrastrutture che la Cina ha lanciato con tanti soldi soprattutto per colonizzare l’Africa e l’Asia, si chiama diplomazia della trappola del debito. La Cina arriva nei Paesi del terzo mondo che mancano di infrastrutture e offre un prestito per investimenti in ferrovie, strade, ponti, quando non puoi ripagare il prestito, la Cina prende possesso del tuo posteriore, della tua economia. Questo è successo in otto diversi Paesi in Africa e in Asia”.

Lo scrittore e giornalista economico Alan Friedman è intervenuto ai micremittente dell’Università Niccolò Cusano sulla questione della Via della Seta.

“Questa non è soltanto economia, questo è un piano per mettere sotto altri Paesi e mettersi a capo della montagna. Io sono a favore della Cina, sono d’accordo che l’Italia deve vendere merci alla Cina, sono d’accordo ad attirare investimenti cinesi in Italia, ma non c’è nessun motivo per firmare questo accordo. L’Italia deve fare da sola, come gli altri Paesi europei. Questo sarebbe un accordo che renderebbe l’Italia succube della Cina. La Cina fra 15 o 20 anni avrà un pil più grande degli Usa, ma questo non vuol dire che noi dobbiamo diventare schiavi della Cina. Gli Usa hanno fatto solo danni con la guerra commerciale con la Cina, ma il fatto che Washington dica all’Italia di stare attenta è una delle poche cose corrette che Trump abbia detto finora. Ci sono persone del governo gialloverde che vogliono fare accordi con la Cina per le infrastrutture e poi vogliono bloccare quelle europee”.

 Sulla questione Tav. “E’ una barzelletta, una farsa, un pasticcio. La verità è che la Tav fa parte di contratti e trattati internazionali e l’unico modo per stopparla non è mandare qualcuno a fare analisi costi-benefici, ma che il Parlamento in maggioranza voti per fermarla. Non può decidere un avvocato che lavora come due padroni”.

Sul reddito di cittadinanza. “Il reddito di cittadinanza non risolve né il problema della povertà né della disoccupazione. La quota 100 è un inganno, non è automatico che per ogni pensionato vengano assunti tre giovanotti. Io sono assolutamente favorevole ad aiutare i poveri, per farlo si poteva triplicare il REI. Le politiche economiche di questo governo mostrano un’incompetenza allarmante”.