Maullu (FdI): “Avversione Ue contro Mosca costa miliardi all’Italia”

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Agenpress. “Con una risoluzione approvata negli scorsi giorni dalla plenaria del Parlamento Europeo, l’Europa ha preso definitivamente le distanze dalla Russia, che probabilmente non sarà più considerata “un partner strategico” dell’Unione Europea.

L’Europa, ancora una volta, ha confermato di essere straordinariamente miope, e di non aver compreso fino in fondo il valore di uno stretto legame economico e commerciale con la Federazione Russa”.

Lo afferma Stefano Maullu, Europarlamentare di Fratelli d’Italia e membro della delegazione alla commissione di cooperazione parlamentare Ue-Russia al Parlamento Europeo.

“Non è ammissibile che il sentimento anti-russo  prevalga, intaccando le Istituzioni Europee e gli ambienti diplomatici internazionali, senza alcun genere di riflessione su ciò che invece serve al nostro continente. Ciò che sfugge a chi alimenta questa immotivata avversione – prosegue Maullu – è la grande quantità di opportunità racchiuse nella collaborazione tra la Russia e gli Stati membri, inclusa l’Italia.

L’interscambio tra Italia e Russia ha raggiunto i 20 miliardi di euro, e nei primi otto mesi dello scorso anno si è registrato anche un aumento del 5%. Trovo davvero inaccettabile che l’Europa abbia minacciato di imporre altre sanzioni economiche, una misura che danneggia pesantemente anche l’Italia e le singole economie regionali.

Tra il 2014 e il 2017, grazie alle sanzioni, l’export italiano ha perso ben 9 miliardi di euro. Soltanto nel comparto agroalimentare, le perdite si sono aggirate intorno al miliardo di euro, una vera e propria enormità. Le sanzioni sono costate care anche alla Lombardia, che dal 2014 ad oggi ha già perso più di 3 miliardi dalle proprie esportazioni verso la Federazione Russa.

In un quadro geopolitico sempre più complesso, caratterizzato dalla crescita dell’espansionismo cinese e delle relative minacce economiche e tecnologiche, l’Europa sceglie dunque di concentrarsi sull’obiettivo sbagliato, sulla Russia invece che creare le condizioni per una sinergia che vada dal Meditteraneo agli Urali ed evitare la penetrazione del colosso cinese nel cuore dell’Europa”.