Da inizio anno avvelenati oltre 6mila cani e 800 gatti i consigli su cosa fare se si trovano esche avvelenate)

1874

Agenpress – Oltre 40.000 i cani avvelenati dai bocconi nel 2018, e non va meglio in questi primi mesi del 2019 quando abbiamo una media di 42 cani di proprietà avvelenati ogni giorni, secondo i dati raccolti dalle rassegne stampa da inizio anno sono circa 3000 i cani avvelenati da inizio anno, a cui vanno aggiunte almeno altrettanti selvatici o randagi di cui non sempre si ha notizia, oltre a circa 800 gatti e un migliaio tra cani e gatti sono quelli che non ce l’hanno fatta. Il fenomeno degli avvelenamenti è molto diffuso nel sud e nelle isole, dove spesso lo spargimento di veleno avviene come atto di contrasto al randagismo e nonostante questo sia un reato non sempre questi avvelenamenti avvengono senza il compiacimento e la complicità di autorità pubbliche. Negli ultimi giorni il fenomeno oltre che nelle campagne si sta diffondendo a macchia d’olio anche nelle grandi città per questo l’ASSOCIAZIONE ITALIANA DIFESA ANIMALI ED AMBIENTE – AIDAA ha messo a punto un decalogo dei comportamenti da seguire quando in spazi pubblici o privati (aree cani, parchi ma anche prati) si trovano o si sospetta la presenza di bocconi ed esche avvelenate.
COSA FARE SE SI TROVA UN BOCCONE AVVELENATO
1 – Chiamare subito la polizia locale o quella provinciale o anche i carabinieri forestali (1515), delimitare l’area e segnalare la cosa al servizio anti veleni della propria ATS ed al servizio veterinario dell’ATS o a quello comunale attivo specialmente nelle grandi città presso le singole zone o municipi.
2 – Prelevare con cautela l’esca facendo attenzione a non toccarla con le mani, (usare sacchetti di plastica o guanti di lattice) e chiuderla in un contenitore per poi consegnarla al servizio veterinario, oppure all’istituto di zooprolifassi o alle forze dell’ordine in modo che si possa procedere alla sua analisi.
3 – Non annusare mai la polpetta o l’esca che potrebbe contenere sostanze velenose volanti come i cianuri che sono molto pericolosi anche se inalati.
4 – Tenere i cani a debita distanza ed al guinzaglio corto.
5 – Se si pensa che il proprio cane possa aver ingerito anche una piccola quantità di esca velenosa ricorrere senza indugi al veterinario.
I DOVERI DEL SINDACO E DELLA POLIZIA LOCALE
Qualora sia accertata la presenza reale di esche velenose in una zona, il sindaco entro 48 ore deve avviare la bonifica dell’area e segnalare la presenza nella stessa di sostanze velenose attraverso apposita cartellonistica.
Mentre la Polizia Locale (o le altre forze di polizia) dopo la segnalazione devono assolutamente intervenire in tempi rapidi per un primo sopralluogo e segnalare la cosa ai servizi anti veleni ed al servizio veterinario della stessa ASL (laddove presente alla Polizia Veterinaria pubblica)
GUARDIE ECOZOOFILE
Qualora avvisate le guardie ecozoofile non hanno alcuna competenza di intervento diretto, se non quello di circoscrivere l’area ed eventualmente prendere in consegna temporanea l’esca avvelenata debitamente conservata e protetta, ma devono immediatamente attivarsi per chiamare i servizi pubblici antiveleno.
GETTARE VELENO E’ UN REATO PENALE
Gettare esche avvelenate è un reato penale, e se questo comporta la morte o la lesione di un animale si è passibili di carcere, gettare esche avvelenate in un area cani costituisce un’aggravante dello stesso reato ai sensi dell’articolo 544 del codice penale.