Sicurezza. Di Maio: non decide Salvini. Il nostro modello è quello Usa, una National Security Strategy

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Agenpress – Sulla sicurezza “bisogna procedere in modo interconnesso tra Difesa, Viminale, Mit e altri ministeri, con Chigi e il coordinamento del Dis. Non si tratta di una sconfessione delle posizioni di Salvini, ma di “una visione”.

Così il vicepremier Luigi di Maio in un’intervista alla Stampa, per il quale “occorre iniziare a muoverci sulla prevenzione, non solo sulla repressione. L’Italia deve iniziare a dotarsi di una National Security Strategy sul modello Usa. Ci sta lavorando il ministro Trenta, dietro la guida di Palazzo Chigi.  E’ un documento di strategia di sicurezza nazionale”.

“Bisogna procedere in modo interconnesso tra Difesa, Viminale, Mit e altri ministeri, con Chigi e il coordinamento del Dis, il dipartimento dei servizi segreti. Questo ci permetterà anche di far fronte alla nuova minaccia cibernetica e mettere al sicuro le nostre infrastrutture strategiche”. Non si tratta di una sconfessione delle posizioni di Matteo Salvini – assicura – ma di “una visione. Conoscendo Salvini immagino sia felice di ricevere proposte concrete e ambiziose”. “Oltre ad una Nss sul modello Usa le proposte sono: una maggiore sorveglianza e un incremento dell’utilizzo delle tecnologie. I droni nella Terra dei Fuochi sono un esempio, possono essere usati anche per scovare mafiosi e latitanti”; spiega Di Maio. “Non c’è solo la legge sulla legittima difesa, che è nel contratto e che se anche non entusiasma il M5S”.

Non è una sfida al ministro dell’Interno, rimarca. “Siamo al governo insieme e lavoriamo per fare cose giuste”. “Io sono anche vicepresidente del Consiglio e leader della forza politica che ha più eletti in Parlamento, è naturale che mi occupi di temi che non riguardano solo i miei ministeri”, rivendica Di Maio.

In merito all’appello dell’ex ministro Minniti per fermare la propaganda sui migranti, “i toni vanno tenuti bassi, sono d’accordo, ma le stesse opposizioni strumentalizzano parlando di odio quando non ce n’è bisogno”, rileva Di Maio.

L’uomo dello scuolabus “è un criminale. E un governo non calibra le proposte sulla base delle reazioni dei delinquenti”. Per il ministro “esiste un problema di sicurezza legato all’immigrazione ma è uno. Poi ce ne sono altre. Ripeto: dobbiamo gestire la sicurezza sul medio-lungo termine a partire dalla prevenzione”.