Brexit. Un milione di persone in piazza contro l’uscita dall’Europa. Oltre 4,5 mln di firme

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Agenpress – Un milione di persone si sono radunate presso la centralissima Park Lane e hanno marciato verso Parliament Square sventolando le bandiere azzurre con le stelle gialle dell’Ue. Tra i partecipanti, anche il sindaco di Londra Sadiq Khan e numerosi esponenti di spicco del Partito laburista.

Se confermata, la cifra sfonderebbe il tetto di 700mila manifestanti registrato in una mobilitazione contro la Brexit nell’ottobre 2018. La manifestazione ha raggiunto il suo capolinea a Westminster, nella piazza di fronte al parlamento britannico, dove stanno prendendo parola una serie di figure politiche. Fra gli altri il vicesegretario dei laburisti Tom Watson (assente Jeremy Corbyn), il liberaldemocratico Vince Cable, il primo ministro scozzese Nicola Sturgeon e il sindaco di Londra Sadiq Khan. Suo uno degli affondi più bruschi alla premier May: “Non è rimasto più tempo per ulteriori negoziazioni – ha detto Khan – Il primo ministro ha sprecato le buone intenzioni dei nostri vicini di casa europei con il suo approccio caotico e confuso”.

La maxi-mobilitazione di Londra arriva alla fine di due settimane convulse, anche rispetto agli standard di un’odissea diplomatica che si trascina da quasi tre anni. Proviamo a ricapitolare. Dopo aver bocciato due volte l’accordo tra Theresa May e la Ue (il 15 gennaio e il 12 marzo 2019, con uno scarto di 230 e 149 voti), la Camera dei Comuni britannica si è espressa contro l’ipotesi di un divorzio no-deal il 13 marzo e, il 14 marzo, a favore della richiesta di un’estensione dell’articolo 50 (il meccanismo, istituto dai Trattati sulla Unione europea, che disciplina l’uscita di uno stato membro).

Sono più di 4,2 milioni le firme apposte alla petizione popolare lanciata sul web per chiedere al Parlamento britannico la revoca dell’articolo 50 e quindi lo stop della Brexit, a dispetto del voto referendario di 3 anni fa. Lo riportano i media sulla base dei numeri dal sito di Westminster che segnalano il sorpasso rispetto a un’analoga iniziativa condotta nel 2016 dallo stesso fronte pro Remain per invocare (allora invano) un referendum bis. La notizia arriva nella giornata del grande corteo anti-Brexit in corso a Londra. L’appello online sembra comunque destinato a essere snobbato dal governo. Revocare la Brexit rappresenterebbe “un’irreparabile danno alla democrazia” che Theresa May “non consentirà”, ha detto una portavoce di Downing Street. La revoca sarebbe “un tradimento” della volontà popolare espressa alle urne nel 2016, ha ribadito ieri la stessa premier in una lettera inviata a tutti i deputati.

“Non sta a una petizione cancellare l’esito di un referendum”, le ha fatto eco da parte sua il viceministro per la Brexit, Kvasi Kwarteng. Sul valore dell’iniziativa, al di là dei numeri oggettivamente significativi, pesa del resto qualche riserva: risultano infatti conteggiati anche cittadini non britannici e il sito parlamentare che raccoglie le petizioni è stato finora in grado di certificare la residenza nel Regno di meno della metà dei firmatari.