Sassari. Cagnolino seviziato col fuoco, taglia di 1000 euro su torturatori. Tweet di Salvini “Bastardi”

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Agenpress – L’hanno legato e torturato con il fuoco, sugli occhi, muso, zampe e schiena, e poi l’hanno gettato a bordo strada, come un rifiuto. Un cagnetto meticcio di piccola taglia e’ stato ritrovato due giorni fa a Sassari, agonizzante, nelle campagne di Monte Bianchinu, zona residenziale di Sassari costellata da villette eleganti. A trovarlo e’ stata una donna che abita nella zona. Ha visto il cagnolino sul ciglio della via, ha fermato l’auto e ha controllato cosa gli fosse successo.

Il cane e’ stato portato al comando della Polizia locale, dove e’ stato richiesto l’intervento del Taxi Dog per il trasporto urgente alla clinica veterinaria, dove e’ stato curato. L’animale ha ustioni di secondo e terzo grado in diverse parti del corpo, il muso bruciacchiato, non ha piu’ baffi ne ciglia, il naso e le labbra bruciate, gli occhi lesionati, le orecchie abbrustolite e altre piccole grandi bruciature su tutto il corpo. Ha risposto bene alle cure e alle coccole dei medici, che lo hanno ribattezzato Fuego. Dovra’ restare in clinica per qualche giorno per capire le sue reali condizioni di salute, e rischia di perdere per sempre la vista.  Intanto la polizia locale ha avviato le indagini per cercare di identificare i responsabili delle torture.

Se da un lato il ministro dell’Interno, Matteo Salvini,  chiama “Bastardi” i torturatori  dall’altro spunta una “taglia” da mille euro sui responsabili delle torture. La somma, come riporta La Nuova Sardegna, verrà offerta a chiunque sia in grado di fornire informazioni utili per identificare gli aguzzini di Fuego, il nome dato al meticcio che è ancora ricoverato all’ospedale didattico veterinario dell’Università di Sassari. Ai canili della zona e alla stessa clinica sono arrivate decine di disponibilità all’adozione dello sfortunato meticcio. Nessuna novità, invece, dalle indagini affidate dalla polizia locale. Da qui l’iniziativa del gruppo di cinque pensionate che si dicono pronte a elargire la somma in denaro per risalire ai torturatori.