Governo. Crescono gli insulti nella “coppia di fatto” Salvini-Di Maio. Scoppieranno?

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Agenpress – “Io lavoro,  io rispondo col lavoro, con i fatti. Questa gente che cerca fascisti, comunisti, nazisti , marziani venusiani. I ministri sono pagati per lavorare”.

Lo ha detto il ministro dell’Interno Matteo Salvini a Genova,  sulla posizione del vicepremier Luigi Di Maio riguardo le alleanze europee della Lega con chi “nega l’Olocausto” dopo l’incontro di Parigi tra Salvini e Marine Le Pen.

“Mi preoccupa questa deriva di ultradestra a livello europeo con forze politiche che faranno parte del gruppo con cui si alleerà la Lega che addirittura, in alcuni casi, negano l’Olocausto”, aveva detto Di Maio.  “Stiamo parlando di gruppi parlamentari che sono usciti dal Parlamento quando si commemorava la strage dell’Olocausto e quello che hanno fatto nei campi di concentramento. Quindi, quando vedo queste cose, mi preoccupo”.

“Cosa penso delle parole di Salvini? Non saprei, ultimamente sento i leghisti un po’ nervosi. Scherzando mi verrebbe da dire: da che pulpito viene la predica…ma la prendo con leggerezza. Sarà stato il momento, non so”, ha replicato Di Maio.

La “gente” di cui parla sono i ministri M5s e Luigi Di Maio, che lo ha attaccato sull’alleanza con l’estrema destra tedesca. Ma il capo del M5s ribatte caustico: “Afd nega la Shoah, è preoccupante. E da che pulpito viene la predica” di Salvini sui ministri, è “un po’ nervoso…”.

Non solo Di Maio, ma anche parlamentari M5s attaccano Salvini. “Se contassimo le ore che lui passa in giro a dichiarare a farsi selfie piuttosto che al ministero ci verrebbe da sorridere…”. Così fonti parlamentari M5S commentano le parole del ministro dell’Interno.

Come riporta il Corriere “mai si era arrivati alla totale delegittimazione dell’alleato, come invece accade oggi tra i Cinque Stelle e la Lega. Con autorevoli rappresentanti leghisti che accusano i Cinque Stelle di attività spionistiche ai loro danni. E i Cinque Stelle che bollano come medievale la sintonia leghista con i temi del convegno di Verona sulla famiglia tradizionale. Un crescendo che giunge all’acme con l’accusa di contiguità con il negazionismo. Un’accusa che, se fosse davvero sentita e seriamente argomentata, non potrebbe che avere come esito lo scioglimento di ogni contratto, il ripudio del matrimonio di interesse. Ma non succederà, e anzi sembra che i Cinque Stelle, galvanizzati dallo scontro valoriale e identitario con l’alleato leghista vissuto con sempre maggiore indifferenza, vogliano continuare con il crescendo per rivaleggiare con l’alleato che i sondaggi danno in spettacolare crescita. Ma almeno lasciassero in pace il ricordo della Shoah. Ne guadagnerebbero in serietà. Che è cosa più importante dei sondaggi”