Salone Giustizia 2019, Tommaso Marvasi (presidente del Tribunale per le imprese di Roma): Obiettivo promuovere ai giovani la cultura della legalità

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Agenpress. Il Salone della Giustizia compie dieci anni e l’edizione che si aprirà domani ed andrà avanti fino all’all’11 aprile all’hotel Parco de Principi di Roma – e che sarà inaugurata dal presidente della Corte Costituzionale, Giorgio Lattanzi – si caratterizza per una stretta aderenza ai tempi del presente.

Nei sei convegni e 18 workshop che scandiranno la tre giorni romana dai disservizi dei tribunali all’emergenza lavoro e alle “ricette” del governo Salvini-Di Maio, dalla questione femminile ai temi del rilancio economico, dall’antisemitismo alla cooperazione internazionale, dalla blockchain alla validità della Costituzione del 48: non c’è tema dell’agenda nazionale che non trovi spazio nello svolgimento dell’evento.

Ne parla al quotidiano online spraynews.it  Tommaso Marvasi, presidente del Tribunale per le imprese di Roma e membro del comitato scientifico del Salone. «Un obiettivo ambizioso – per Marvasi – è quello di promuovere tra le giovani generazioni la cultura della legalità. Il Salone delle Giustizia parte proprio da questa idea iniziale e mira ad avvicinare i cittadini alla giustizia, al suo modo di procedere.

Ci siamo resi conto in questi anni che c’era negli studenti una gran voglia di approfondire queste tematiche e da questo punto di vista abbiamo intrapreso un percorso innovativo. Uno dei degli eventi della tre giorni sarà dedicato alla questione femminile, per la precisione il titolo del convegno è “È solo una donna/Only a woman” che vedrà tra le relatrici la vice presidente della Camera, Mara Carfagna e l’ambasciatrice del Regno Unito in Italia, Jill Morris.

Quello degli investimenti frenati dalla farraginosità della giustizia – continua Marvasi – è un tema enorme, destinato ad incidere negativamente anche sul Pil. Nella passata edizione, lo ricordo benissimo, l’allora ambasciatore degli Stati Uniti in Italia, fece un intervento nel quale spiegò che la carenze e le lentezze del nostro sistema giudiziario avevano come risultato una contrazione degli investimenti americani nel nostro Paese, investimenti che invece nel resto d’Europa avvenivano in misura tripla rispetto all’Italia.

Quest’anno ad affrontare la questione, moderati dal direttore del Messaggero, Virman Cusenza, ci saranno, tra gli altri, l’attuale ambasciatore Usa, Lewis Eisenberg, Luciano Barra Caracciolo, sottosegretario per gli Affari Europei e Stefano Manzocchi, direttore dipartimento economia e finanza Luiss-Guido Carli».