Mafia. Giudici respingono domiciliari a Brusca, non ha mai chiesto perdono ai familiari delle vittime

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Agenpress – “Nonostante Brusca abbia compiuto sforzo per chieder scusa alle vittime  non ha ancora percorso il cammino dell’emenda verso di loro mostrando ancora di non serbare nessun interesse a risarcirle anche simbolicamente”.

Lo scrivono i giudici del tribunale di sorveglianza di Roma nel provvedimento con cui respingono l’istanza di arresti domiciliari presentata dall’ex boss Giovanni Brusca, che pur avendo fatto una revisione critica delle sue azioni criminali, non ha compiuto quel percorso diretto alla manifestazione di un vero e proprio pentimento civile che è necessario per poter godere della detenzione domiciliare”.

L’ex boss sottolineano i magistrati “si è giustificato sostenendo di non voler mortificare le vittime chiedendo loro scusa. Una giustificazione che adduce un pudore “non credibile per chi si è macchiato di efferati delitti tra cui l’uccisione di bambini e che ha mietuto vittime in modo indiscriminato”.

I magistrati riferiscono che Brusca nei colloqui con la psicologa “si sofferma sui propri misfatti senza riluttanza e rigetta letture, giustificazioniste”, definisce Cosa nostra ‘lurida e schifosa’ e che ha dato un contributo determinante in numerosi processi”.

Tuttavia visto l’eccezionale spessore criminale, “il numero rilevantissimo di omicidi commessi”, per avere gli arresti domiciliari non basta un mero ravvedimento ma serve “un mutamento profondo e sensibile della personalità del soggetto tale da indurre un diverso modo di sentire e agire in armonia con i principi accolti dal consorzio civile.  I giudici concludono ricordando che a proposito dei contatti dell’ex boss con le vittime della mafia “risulta solo l’incontro con Rita Borsellino, avvenuto su iniziativa di quest’ultima” e che non vi sia stata una richiesta di perdono né a lei né ai suoi familiari”.