Di Salvo. “Sospendere il voucher babysitting è stato un grave errore. Il Governo è stato miope”

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Agenpress – “La Direttiva europea indica in dieci giorni il tempo di congedo di paternità obbligatorio: il padre nei primi mesi di vita del figlio deve usufruire di dieci giorni di congedo di paternità. Deve nel senso che è obbligato a condividere quel momento e quindi congedo obbligatorio.  In Italia avevamo lanciato, come associazione, una petizione popolare per introdurre dieci giorni di congedo di paternità, proprio come stabilisce la Direttiva europea. Qualche giorno fa è arrivata la notizia della presentazione sia al Senato che alla Camera di proposte di legge che recepiscono la petizione popolare. La Direttiva europea obbliga tutti i Paesi ad adeguarsi entro tre anni, quindi nel 2022″.

Titti Di Salvo, Presidente dell’Associazione Libertà e Diritti Socialisti Europei (LED), è intervenuta ai microfoni di ‘Tutto in Famiglia’, condotto da Livia Ventimiglia e Annalisa Colavito su Radio Cusano Campus, per parlare della proposta di legge sul raddoppio del congedo di paternità.

“Bisogna stabilire dei diritti al riguardo perché la nascita e la crescita dei bambini sono temi che interessano tutti. Lo Stato deve retribuire al 100% quei giorni di assenza. Combattere la denatalità è un interesse di tutti, tema tralaltro molto importante per l’Italia. Condividere la responsabilità tra i neogenitori significa anche condivisione di responsabilità. Questo aiuta le madri poi a tornare a lavoro. Secondo la Banca d’Italia, se più donne lavorassero il PIL aumenterebbe del 7%.

Il congedo obbligatorio di paternità dev’essere utilizzato nei primi 5 mesi di vita del bambino, diverso dal congedo parentale che è disponibile fino ai 12 anni del bambino e viene retribuito solo al 30%. L’obbligatorietà della Direttiva europea sfida le resistenze culturali e dei datori di lavoro, per lo più quelli delle piccole imprese.

Sull’eliminazione del bonus babysitter. “Sospendere il voucher babysitting è stato un grave errore del Governo, cioè la possibilità per la madri di poter utilizzare 600 euro al mese per sei mesi da destinarsi alla babysitter o all’asilo, piuttosto che ricorrere all’aspettativa entro il primo anno di vita del bambino e che viene retribuita solo fino al 30%. Si trattava di una scelta che permetteva il libero arbitrio della madre. C’è una tema che riguarda la miopia in fatto di crescita economica del Paese, che non incentiva il lavoro delle donne.

C’è un elemento più profondo che riguarda gli stereotipi culturali: sono molte le misure che potrebbero incentivare la natalità. Fra queste il congedo di paternità è la più efficace perché combatte lo stereotipo dei ruoli. Il fatto che esista una Direttiva europea deve convincere tutti a recepire la petizione. Per questo ringrazio le deputate del Partito Democratico di aver accolto la petizione. Gli altri gruppi parlamentari non possono astenersi dall’attuare la direttiva europea. Certo è che attuarla immediatamente avrebbe un significato molto importante piuttosto che aspettare i tre anni indicati nella Direttiva. Dieci giorni di congedo di paternità costano 100 mln, ossia 10 mln al giorno, quindi non si tratta di un conto enorme ma manderebbe un segnale forte. Questo è un Paese dove non si fanno i figli pur essendoci un desiderio altissimo di genitorialità: non si è nelle condizioni di farli. Approvare subito la proposta significherebbe mandare un forte di messaggio”.