Gentiloni: “Il caos in Libia rende l’Italia debole ed emarginata”

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Agenpress. “L’Italia può recuperare un ruolo cardine nella comunità internazionale per premere per una soluzione politica nell’ambito dell’Onu in cui si consolidi equilibrio di cui facciano parte non solo Serraj e Haftar ma tutti gli attori”.

Lo ha detto il presidente del Pd, Paolo Gentiloni, parlando in aula alla Camera nel corso del dibattito sull’informativa urgente del premier Giuseppe Conte sulla Libia.

“Potremmo recuperare un ruolo ad alcune condizioni”, ha spiegato Gentiloni: “Il primo obiettivo è il ri-coinvolgimento degli Stati Uniti. Senza gli Usa non riusciamo a svolgere un ruolo e purtroppo ora non ci sono. In secondo luogo abbiamo bisogno dell’Ue, abbiamo bisogno, lavorando con alcuni paesi, di costruire cornice europea nella quale anche i diversi interessi che si manifestano in quell’area tra Italia e Francia vengano racchiusi in una cornice comune. E infine dobbiamo rassicurare tutti i vicini: nessuno può vincere questa guerra per procura. Gli unici a perderla sarebbero i libici”.

“La vera condizione per tornare a svolgere un ruolo – ha sottolineato Gentiloni – è a casa nostra: abbiamo un governo in cui qualcuno dice a Mosca di sentirsi più a casa che a Bruxelles, qualcun’altro manifesta simpatie per Maduro, molti entusiasti di Trump tranne poi bisticciare con lui perché si fanno aperture alla Cina, in questo quadro difficile che si svolga un ruolo: non siamo mai stati così isolati in Ue e nel Mediterraneo”.

“All’insegna di quel motto che oggi va così tanto di moda ‘tanti nemici, tanto onore’, non solo avremo caos in Libia ma avremo un’Italia più debole ed emarginata: cambiate rotta finché siete in tempo e se lo fate avrete il nostro pieno sostegno”, ha concluso.