Bambino Gesù: 12 progetti in 10 paesi, dal Medioriente all’Africa al Sud-est Asiatico

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Domani la presentazione delle attività internazionali de “L’Ospedale dei figli del Mondo”. 29 missioni medico-sanitarie nel 2018. 62 pazienti umanitari accolti al Bambino Gesù grazie al contributo della Fondazione


Agenpress. Dodici progetti in 10 Paesi del mondo, dal Medioriente all’Africa, dal Sud-Est Asiatico al Caucaso: sono i numeri delle attività di cooperazione internazionale dell’Ospedale Pediatrico Bambino Gesù che saranno presentate domani, giovedì 18 aprile, a Roma, nel corso dell’evento “L’Ospedale dei figli del mondo” (ore 16.00, Aula Salviati, piazza S. Onofrio, 4).

«L’ospedale dei “figli del mondo” – spiega la presidente dell’ospedale pediatrico, Mariella Enoccorrisponde allo spirito con il quale il Bambino Gesù accoglie e cura i più piccoli tra gli ammalati e i sofferenti di tutto il mondo. Dopo 150 anni dalla fondazione, le missioni internazionali in 10 Paesi permettono di condividere il grande patrimonio di conoscenza clinica e di ricerca scientifica maturato nel tempo per metterlo al servizio dei bambini che ne hanno bisogno».

I paesi coinvolti sono: Siria, Giordania, Repubblica Centrafricana, Tanzania, Etiopia, Cambogia, Cina, Russia, Georgia, India (per i dettagli dei progetti: www.ospedalebambinogesu.it/attivita-internazionali).

29 MISSIONI E 46 MEDICI E INFERMIERI COINVOLTI NELLA FORMAZIONE ON-THE-JOB

Nel corso del 2018 sono state svolte 29 missioni internazionali per complessivi 145 giorni lavorativi con il coinvolgimento di 46 tra medici e infermieri del Bambino Gesù. Gli accordi di collaborazione siglati con i governi o le istituzioni sanitarie dei vari paesi o anche organizzazioni umanitarie internazionali come WHO e UNHCR, prevedono di norma sessioni di formazione on-the-job svolte da team di operatori del Bambino Gesù negli ospedali partner e periodi di formazione residenziale a Roma del personale medico e infermieristico locale.

Ad oggi sono 20 le specialità pediatriche oggetto di formazione in base agli accordi con i vari Paesi: dalla neurologia pediatrica (con focus su disabilità neuromotorie quali epilessia, sindromi neurologiche/genetiche e disturbi dello spettro autistico) alla neurochirurgia, dalla cardiochirurgia (diretta in particolare, in Giordania, all’assistenza e la cura dei profughi siriani e della popolazione pediatrica vulnerabile) alla radiologia interventistica, dalla neonatologia alla terapia intensiva, dalla chirurgia plastica e maxillo-facciale a quella laparoscopica, all’emodinamica e alla trapiantologia renale.

Un progetto speciale è quello che ha portato, il 2 marzo scorso, all’inaugurazione a Bangui, nella Repubblica Centrafricana, del Centro di re-nutrizione terapeutica per bambini malnutriti nell’ambito di una più ampia ristrutturazione dell’Ospedale pediatrico nazionale già esistente. Su sollecitazione di Papa Francesco, che aveva visitato il complesso in occasione dell’apertura della Porta Santa della Misericordia nel 2015, il Bambino Gesù ha curato l’attività di ristrutturazione e avviato l’attività di formazione del personale locale che continuerà nel tempo, in collaborazione con Medici per l’Africa – Cuamm, Acf (Azione contro la fame) e Humanitas di Milano.

 62 PAZIENTI “UMANITARI” DA 28 PAESI

Sia nell’ambito degli accordi di collaborazione internazionali sia in risposta ad appelli di enti, istituzioni o famiglie di tutto il mondo, il Bambino Gesù accoglie ogni anno diverse decine di cosiddetti pazienti “umanitari”, cioè bambini sprovvisti di qualsiasi forma di copertura delle spese mediche, perché né cittadini italiani né appartenenti all’Unione europea né sostenuti da organizzazioni umanitarie o benefiche. I costi vengono sostenuti in larga parte dalla Fondazione Bambino Gesù Onlus, che promuove a questo scopo attività di raccolta fondi specifiche.

Nel corso del 2018 hanno ricevuto accoglienza e cure 62 pazienti di questo tipo, per un totale di 2445 giorni di degenza e oltre 10 mila notti di ospitalità per i familiari con un intervento economico dal valore complessivo di 1 milione e 365 mila euro.

I 62 pazienti umanitari provengono da 28 Paesi: 41 dall’Africa (Repubblica Centrafricana, Kenya, Guinea, Etiopia, Burundi, Nigeria, Costa D’Avorio, Repubblica del Congo e Repubblica democratica del Congo, Senegal, Burkina Faso, Mali, Libia, Marocco, Algeria, Gibuti, Eritrea, Egitto); 11 da Asia e Medio Oriente (Armenia, Siria, Libano, Israele, Iraq); 8 dall’Europa (Albania, Ucraina, Bosnia-Erzegovina), e 2 dall’America centrale (Venezuela, Ecuador).

OLTRE 500 BAMBINI IN CURA DAI 5 CONTINENTI

Il Bambino Gesù è un punto di riferimento internazionale per le cure più avanzate e per la formazione clinica e scientifica in campo pediatrico. Ogni anno nelle 4 sedi dell’ospedale vengono curati pazienti di tutto il mondo.

Nel 2018 sono stati ricoverati complessivamente 531 pazienti provenienti da 5 continenti e 80 Paesi: 29 europei, 22 africani, 16 asiatici, 12 americani e 1 dell’Oceania (Australia).

Nello stesso anno sono stati 111 i medici e altre figure del personale sanitario provenienti dall’estero che hanno scelto di frequentare stage di formazione per periodi più o meno lunghi (da 1 settimana a 6 mesi) nei dipartimenti del Bambino Gesù nelle diverse specialità pediatriche (42 da 18 Paesi europei, 37 da 10 Paesi americani, 28 da 15 Paesi asiatici e 4 da 3 Paesi Africani).

Proprio in questi giorni sono presenti nell’ospedale del Gianicolo 7 medici stranieri, 5 cinesi e 2 centrafricani, per la formazione nelle aree di broncopneumatologia, traumatologia, chirurgia urologica, rianimazione e anatomia patologica.