Boccia (PD): “Lo scandalo in Umbria ci rimette alla prova, riappropriamoci della questione morale”

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Agenpress – “L’Umbria ci rimette alla prova. Le parole di ieri di Zingaretti sono state molto chiare. C’è un tema che la politica tutta deve affrontare, che la politica sia ancora pesantemente nelle corsie degli ospedali è evidente. Che la politica parli di questione morale e poi fa poco e nulla per cambiare le regole sugli appalti è un dato oggettivo. La vicenda De Vito dimostra come nessuno possa ergersi a paladino della questione morale, se poi non ha gli anticorpi in casa”.

Francesco Boccia, deputato del PD, è intervenuto ai microfoni di  Radio Cusano Campus, sullo scandalo sanità in Umbria.

“E’ uno spaccato di un’Italia che non riesce mai a fare il salto di qualità sull’etica e l’intransigenza legata alla gestione del potere. Io vorrei che tornasse la politica con i partiti, magari anche moderni, ma che siano partiti, cioè luoghi dove la militanza è dettata da un sogno collettivo, da principi condivisi, non aggregazioni o gruppi di potere. Lo sforzo che dobbiamo fare è far tornare il PD ad essere il partito di quei valori, di un mondo che se non cambiamo noi non possiamo pensare che lo cambi Salvini da destra. Quando Salvini sfida la magistratura sul tema migranti diventa difficile affrontare la questione morale da quel punto di vista. Se tu hai nell’amministrazione pubblica funzionari, dirigenti, politici che comunque si passano una traccia, vuol dire che hai gente che non merita di stare in quel partito. Questa roba poi ti penetra a tutti i livelli. Un grande partito deve riappropriarsi della questione morale e sfidare anche la magistratura su questi temi. Se da un lato ci indigniamo per tutto questo, dall’altro ieri c’è stata l’ennesima assoluzione non mi ricordo di chi, dopo 6 anni. Quando la questione morale la poneva Berlinguer si stava tutti dalla stessa parte, quella dello Stato. Se poi ci sarà un giorno anche la destra del dopo Berlusconi non lo so, io so che la destra berlusconiana ha aperto un conflitto con la magistratura che è durato 20 anni. Bisogna sempre stare dalla parte dello Stato. Per esperienza personale, ogni volta che torno giù nel mio collegio elettorale, quando scendi da un palco, dire di no è molto difficile. La cosa più facile per un politico è dire sì, se dici di no tu ti alieni la simpatia di alcuni. Io sono un rompiscatole e dico tantissimi no. Cosa mi chiedono? c’è chi chiede un posto di lavoro, oppure i trasferimenti delle forze dell’ordine e degli insegnanti da nord a sud. Le sollecitazioni del mondo esterno sono quelle che mettono alla prova chi fa politica. Un tempo i partiti dicevano: o fai politica per la cosa pubblica, o non la fai con noi. Questo adesso non c’è e noi del Pd dobbiamo ricrearlo”.

Sulle nomine del direttivo del PD. “Zingaretti non ha ancora iniziato, le nomine fatte all’Assemblea sono di garanzia. L’indicazione di Ascani e Serracchiani fanno parte delle due aree dei candidati alla segreteria alternativi a Zingaretti. Zanda rappresenta una garanzia per i conti purtroppo disastrati del PD. Bisogna avere fiducia. Sono sicuro che Zingaretti stia indicando una rotta chiara, cioè unità del centrosinistra, centrosinistra largo. La gente è disposta a votare un centrosinistra ampio. Ovviamente Zingaretti fa il segretario da un mese, la rottura con il passato la si vedrà tra qualche mese, quando dopo le europee inizierà una fase nuova, che è quella della costruzione di un’alternativa alla destra di Salvini”.