Frosinone. Il piccolo Antonio non è stato investito ma strangolato dalla madre, per un capriccio

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Agenpress – Ieri intorno alle 16  in località Volla, nelle campagne di Piedimonte San Germano, la 28enne Donatella Di Bona, mamma del piccolo Antonio Gabriel Faroleto di soli 24 mesi, aveva chiamato il 118 sostenendo che un’auto lo aveva investito e poi si era data alla fuga. Del mezzo però nessuna traccia e nessun segno di investimento sul corpo del bimbo. I carabinieri, temendo ben presto il peggio, si sono quindi concentrati sulla donna che aveva anche delle piccole ferite sul volto e sul collo delle quali non riusciva a fornire una spiegazione plausibile.

L’hanno interrogata, hanno compiuto delle perquisizioni e poi sono anche tornati con lei sul luogo del presunto investimento. La ragazza ha quindi cambiato versione, dicendo che accidentalmente era stata lei a investire il figlio. Ma anche quel racconto non ha retto alle domande incalzanti degli investigatori e ben presto è venuto fuori l’orrore. I carabinieri e il sostituto procuratore Maisto hanno così scoperto la verità. Il piccolo Antonio  è stato ucciso. Un capriccio, quello di poter tornare a casa dalla nonna, e un pianto avrebbero fatto scattare qualcosa nella giovane mamma del bimbo che ha trasformato Al bambino la donna di Piedimonte San Germano, centro di 6.500 abitanti nei pressi di Cassino, avrebbe chiuso la bocca e stretto il collo fino a soffocarlo, per poi cercare di sviare gli investigatori sostenendo che il figlio era stato investito da un’auto pirata.