Caso Siri. Di Nicola(M5S). Conte dia un segnale al Paese e lo faccia dimettere

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Il vice capogruppo al Senato del MoVimento 5 Stelle, Primo Di Nicola (foto da Facebook)

Agenpress – “Il presidente del Consiglio Giuseppe Conte deve dare un segnale a tutte le forze politiche e al Paese: Armando Siri, il sottosegretario indagato per corruzione, deve uscire dall’esecutivo. E se non lo fa volontariamente, per il rispetto che dovrebbe alle Istituzioni, sia lo stesso Conte a pretenderne le dimissioni”.

Lo scrive in una nota il vice capogruppo al Senato del MoVimento 5 Stelle, Primo Di Nicola.

“Dovrà essere naturalmente la magistratura a definirne le eventuali responsabilità penali, e siamo tra i primi ad augurare al senatore Siri di poter dimostrare la propria innocenza. Ma, nel frattempo, non è politicamente tollerabile la presenza nel governo di un esponente leghista sospettato di aver provato a far diventare legge un emendamento a favore delle attività di Paolo Arata, socio di Vito Nicastri, imprenditore siciliano dell’eolico, pregiudicato per corruzione e truffa e già oggetto, da parte della Direzione antimafia di Palermo, di un sequestro pari a 1,3 miliardi di euro perchè sospettato di essere uno dei finanziatori del latitante Matteo Messina Denaro, uno dei capi più influenti Di Cosa Nostra.

Le dimissioni del senatore Siri, in una normale democrazia, come pretendiamo che la nostra sia, non dovrebbero essere oggetto di trattativa. E il MoVimento 5 Stelle deve continuare a pretenderle. La collaborazione con la Lega deve continuare per realizzare i punti più qualificanti del Contratto di governo, ma senza compromessi e ritardi sul fronte della legalità, soprattutto nella lotta alla Mafia. Tanto più in un caso come questo. Perchè se gli elementi emersi sinora troveranno conferma, con l’infiltrazione degli interessi di soggetti collegati a Cosa Nostra arrivata ai massimi livelli governativi, ci troveremmo di fronte a uno dei più grandi scandali politico-mafiosi della storia repubblicana.

Per queste ragioni è necessario fare pulizia, nel governo e nei partiti. Il cambiamento non deve essere solo uno slogan per l’esecutivo in carica. I cittadini hanno chiesto di voltare pagina il 4 marzo del 2018. E per questo ci hanno sostenuto e votato. Il MoVimento 5 Stelle deve essere all’altezza della parola data. Costi quel che costi, senza sconti politici. Per nessuno”.