Macachi rinchiusi in un laboratorio di un’Università italiana. Video con telecamera nascosta di un infiltrato

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Agenpress-  Essere Animali diffonde il video ricevuto da un operatore di uno stabulario di un’importante Università italiana dove si effettuano ricerche su animali. Le immagini mostrano un imprecisato numero di macachi rinchiusi in piccole gabbie spoglie, con elettrodi nel cranio e nelle tempie. Gli animali manifestano comportamenti stereotipati e ossessivi, si muovono avanti e indietro nella gabbia, leccano compulsivamente le pareti e mordono senza sosta lucchetti e sbarre. Prelevati dalle gabbie con un collare rigido, sono poi bloccati negli apparecchi di contenzione per essere portati in laboratorio e sottoposti a esperimenti di neuroscienze.

“Diffondiamo questo video nel 40° anniversario della Giornata Mondiale degli animali da laboratorio per stimolare una discussione attorno alla sperimentazione su animali. Non siamo scienziati, per cui non vogliamo entrare nel dibattito scientifico sul merito delle ricerche in corso. Ma il dibattito etico riguarda tutti noi e di fronte agli sguardi impotenti dei macachi, rinchiusi per anni in gabbia, chiediamo che la comunità scientifica si mobiliti per la ricerca di metodi sostituitivi all’utilizzo di animali.”

 

Le immagini provengono da uno dei 600 laboratori italiani autorizzati ad effettuare esperimenti su animali. Si tratta di centri di ricerca pubblici o privati, situati all’interno di aziende farmaceutiche, università e ospedali. Pur essendo in calo negli anni, il numero di animali utilizzati per la ricerca scientifica nel nostro paese è ancora molto alto. Nel 2017 sono stati quasi 600 mila.

E’ invece raddoppiato il ricorso ai macachi, nonostante il Ministero della Salute debba autorizzare l’impiego di primati non umani solo in via eccezionale e nel caso la ricerca non possa essere condotta altrimenti. Nel 2017 sono stati infatti sottoposti ad esperimenti 548 macachi, a fronte dei 224 utilizzati nel 2015. Il numero aumenta ulteriormente se si includono i primati non umani riutilizzati in una seconda procedura, con una cifra finale di 586 primati.

“I macachi utilizzati per la ricerca provengono da allevamenti in Cina, Laos, Vietnam o Isole Mauritius. Sono nati in gabbia ma le loro madri sono state probabilmente catturate nelle foreste, una pratica necessaria per continuare ad avere una buona genetica negli animali, che si impoverirebbe con troppe generazioni in cattività.”

Essere Animali afferma di non voler rivelare il nome del laboratorio in cui sono state ottenute le immagini sono copertura.

“Vogliamo tutelare l’operatore che ci ha fornito i filmati, ma anche gli altri ricercatori. Non vogliamo che il video venga strumentalizzato per fagocitare uno scontro fra due opposte fazioni, tra chi è pro e chi è contro la sperimentazione su animali. Non vi devono essere due gruppi distinti, ma un solo grande obiettivo: superare l’utilizzo di animali nella ricerca scientifica.”

A chiederlo, secondo il Rapporto Italia 2016 di Eurispes, è l’80% degli italiani.

“Il sistema della sperimentazione su animali non è facilmente boicottabile poiché, oltre ai farmaci, anche prodotti di uso comune come inchiostri, colle o rimedi erboristici come la camomilla sono stati oggetto di ricerca su animali. Come consumatori possiamo acquistare cosmetici di aziende completamente cruelty-free e prodotti per la pulizia della casa non testati su animali. E’ una scelta importante, ma limitata. Per questo rivolgiamo il nostro appello alla comunità scientifica, da cui dipende l’implemento di metodi sostitutivi. Non possiamo continuare a considerare gli animali come cavie e strumenti di ricerca, a infliggere sofferenza per curare altri dalla sofferenza e dalle malattie. Ricordiamo che l’Italia è stato il primo paese a istituire, con la Legge 12 ottobre 1993 n. 413, l’obiezione di coscienza alla sperimentazione animale per gli studenti delle facoltà scientifiche. Confidiamo nelle nuove generazioni e nei giovani ricercatori affinché portino all’interno del sistema scientifico empatia verso gli animali e voglia di cambiamento.”