Neonato trovato dentro un bidone al cimitero. Sta bene, aveva ancora la placenta e il cordone

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Agenpress – Un neonato, ancora vivo, è stato trovato abbandonato, in una borsa, nei pressi del cimitero di Rosolina Mare, che stato chiamato Giorgio dal nome dell’infermiera del Pronto Intervento che, per prima, l’ha preso tra le braccia e poi ha adagiato nella culla termica dell’ospedale di Rovigo.

Ad accorgersi del bambino sono stati alcuni frequentatori del cimitero che hanno sentito un pianto continuo provenire da una borsa lasciata a margine di un parcheggio antistante il cimitero di Rosolina Mare.

Aveva ancora il cordone ombelicale e la placenta, e  ora sta bene.  Pesa poco meno di tre chili, è lungo 47 centimetri ed è di etnia caucasica.

Perché il neonato era stato ‘gettato’ dentro un bidone delle immondizie e, solo grazie al suo insistente vagito che si è salvato, attirando l’attenzione di una signora, che terrorizzata da quel pianto, non ha avuto il coraggio di alzare il coperchio del bidone e ha chiamato il 112 e il 118 del Suem. In appena 8 minuti è arrivata un’ambulanza: i sanitari hanno prelevato dal bidone la sacca – un porta racchette da tennis – scoprendo il neonato, nudo, ancora coperto dalla vernice carneosa. Si muoveva e aveva un bel colorito roseo. Secondo i medici era nato da non molto tempo, forse mezz’ora prima. Non è da escludere che la madre l’abbia partorito nelle vicinanze, prima di disfarsene. Giorgia, l’infermiera, ha coperto subito il piccolo che era già in condizioni di ipotermia e a sirene spiegate è corsa, con i colleghi dell’ambulanza, all’ospedale affidando il neonato alle cure degli specialisti neonatali.