Caso Siri. Di Maio lo vuole fuori, “c’è di mezzo la mafia”. Conte lo incontrerà nei prossimi giorni

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Agenpress – “Ho fiducia nel presidente Conte e nel ruolo di responsabilità” che ha assunto sul caso Siri. “Ci aspettiamo nei prossimi giorni novità”. Lo afferma il vicepremier Luigi Di Maio a margine della kermesse Kukiz’15. “Il tema non è Siri, ma la percezione delle istituzioni, lo dico con amicizia alla Lega, non possiamo pensare che resti al suo posto”.

“Il cambiamento per noi è semplicemente il motivo per cui esistiamo. È la trasformazione, definitiva di quel sistema politico-affaristico, che per decenni ha rovinato l’Italia, in qualcosa di più giusto, più rispettoso. Anche per questo motivo, per dare un segnale inequivocabile che le cose non saranno mai più come prima, che la questione Siri non può essere snobbata. È un caso su cui un governo che vuole rappresentare il cambiamento, specie sotto un profilo etico e morale, non può cedere. Gianroberto diceva che quando c’è un dubbio, non c’è nessun dubbio soprattutto quando ci sono di mezzo la mafia e la corruzione”, scrive  sul blog delle Stelle.

Fonti di Palazzo Chigi fanno sapere che il presidente del Consiglio Giuseppe Conte rientrerà da Pechino domenica notte e martedì ripartirà per la Tunisia. È molto probabile dunque –  che l’incontro con il sottosegretario Siri non avvenga lunedì ma nei giorni successivi.

Il ragionamento e il virgolettato attribuiti al presidente del Consiglio Giuseppe Conte dal Messaggero, nel pezzo dal titolo “Siri, Conte: lasci o salta tutto”, sono destituiti di ogni fondamento.  Il presidente Conte- sottolineano – ha già espresso in maniera chiara la sua posizione sulla vicenda riguardante il sottosegretario Siri, posizione che non è cambiata.

E lo stesso premier si dice “d’accordo con Salvini e infatti l’ho dichiarato anche io: non sono un giudice. Non è certo con l’approccio del giudice che affronterò il problema. Io ho fatto l’avvocato e mai fatto il giudice neppure prima: non lo sono adesso”.