Istat: retribuzioni +1,4% su base annua. Unc: Bene, ma non basta!. Potere d’acquisto: -6,6% dal 2007, -5,4% dal 2008

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Agenpress – Secondo i dati Istat resi noti oggi, a marzo l’indice delle retribuzioni contrattuali orarie è aumentato dell’1,4% nei confronti di marzo 2018.

“Bene, ma non basta! Finalmente, grazie ai rinnovi contrattuali e alla fine del blocco degli stipendi dei dipendenti pubblici, fermi dal 2010, le retribuzioni sono state adeguate all’aumento del costo della vita e a marzo sono salite dell’1,4% contro un’inflazione dell’1%, ma siano ancora molto lontani dall’aver recuperato quanto perso in questi anni di crisi e di mancati rinnovi. Senza contare che l’incremento per i dipendenti del settore privato è pari appena allo 0,8% su base annua” afferma Massimiliano Dona, presidente dell’Unione Nazionale Consumatori.

“Se gli stipendi restano troppo a lungo al palo, il reddito delle famiglie in termini reali non può che scendere ed i consumi ristagnare. Ecco perché vanno ripristinati meccanismi automatici di adeguamento al costo della vita, come la scala mobile all’inflazione programmata” prosegue Dona.

“Il potere d’acquisto delle famiglie delle famiglie nel 2018 è ancora inferiore del 6,6% rispetto al 2007, del 5,4% nel confronto con il 2008 e del 3,5% con riferimento al 2009” conclude Dona.

tabella: potere d’acquisto delle famiglie

Anno Reddito lordo disponibile in termini reali (potere d’acquisto)

delle famiglie consumatrici

 

Differenza %

rispetto a potere acquisto

anno  2018

2007 1.111.903,8 -6,6
2008 1.098.222,5 -5,4
2009 1.076.217,0 -3,5
2010 1.060.100,5 -2,0
2011 1.056.299,0 -1,7
2012 1.000.144,3 3,8
2013 993.535,4 4,5
2014 998.183,0 4,0
2015 1.011.644,7 2,7
2016 1.023.466,5 1,5
2017 1.029.739,8 0,9
2018 1.038.517,9 0,0

Fonte: Unc, su dati Istat