Siri. D’Uva (M5S). “Un governo del cambiamento non deve avere ombre di alcun tipo”

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Francesco D’Uva, capogruppo M5S alla Camera

Agenpress –Abbiamo chiesto che Siri si faccia da parte finchè non sarà chiarita la sua posizione.  Il colloquio con Conte avverrà quanto prima, a me interessa che sia risolutivo quindi se bisogna aspettare qualche giorno in più va bene purchè si arrivi alla risoluzione di questo problema. Noi non siamo la magistratura, qui si tratta di opportunità politica. Se c’è il dubbio che un sottosegretario ha cercato di fare qualcosa per facilitare Arata che a sua volta era socio di Nicastri che a sua volta era vicino a Matteo Messina Denaro, per una questione di opportunità politica dovrebbe farsi da parte. Se Conte decidesse di non rimuoverlo dal suo ruolo? In quel caso vorremmo capire il motivo. Ci dovrebbe essere un motivo valido per arrivare a una decisione di questo tipo”.

Lo ha detto Francesco D’Uva, capogruppo M5S alla Camera,  intervenuto ai microfoni di Radio Cusano Campus.

“Se ritenesse che tutto sommato può restare lì forse la vediamo in modo molto diverso da lui. Se si trattasse di qualcos’altro non l’accetteremmo. Se il motivo fosse il timore di andare allo scontro con la Lega io dico che noi questo governo l’abbiamo fatto con un alleato che è diverso da noi, è chiaro che abbiamo valori e idee diverse, però su alcune cose dobbiamo trovare la sintesi. Far cadere il governo? Intanto penserei a risolvere il problema. Mi sembra ridicolo che un governo che ha fatto così tante cose debba cadere per un sottosegretario indagato per corruzione. Un governo del cambiamento non deve avere ombre di alcun tipo, bisogna dare una risposta altrimenti si perde la fiducia degli italiani. Ci dovremmo anche chiedere quale sarebbe l’alternativa a questo governo. Secondo noi non esiste un’alternativa. Di certo non ci interessa un’alleanza col PD”.

Riguardo l’apertura di Delrio sul salario minimo. “Nella scorsa legislatura il 25% dei voti in aula li abbiamo fatti insieme al Pd perché noi abbiamo sempre votato i provvedimenti che ci piacevano. Se loro vogliono votare il salario minimo ben venga, però chiaramente il nostro appello è rivolto alla Lega”.

PD più duro con noi che con la Lega? “Forse perché in 5 anni non le abbiamo mandate a dire e gli abbiamo portato via dei voti. Poi c’è anche la narrazione che viene fatta, di noi che siamo stati presi dalla strada e catapultati in politica, che poi è vero che veniamo dalla strada ma nella strada ci sono anche persone che hanno delle capacità”.

Riguardo la legge sul conflitto di interessi. “E’ una legge che si aspetta da 20 anni, la presenza di Berlusconi l’ha sempre impedita. Nella scorsa legislatura si poteva fare, ma il PD di Renzi non l’ha voluta fare. Ora abbiamo i numeri, dobbiamo portarla avanti e approvarla”.

Sulla castrazione chimica. “Non è nel contratto di governo quindi è fuori discussione” ha tagliato corto D’Uva.