Viterbo. I due stupratori si difendono: rapporto consenziente. La vittima: “li odio”. Procuratore. Prove solide

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Agenpress –  “Scene raccapriccianti”. Con questa frase il gip di Viterbo ha descritto lo stupro ai danni della donna di 36 anni ad opera di Francesco Chiricozzi e Riccardo Lecci, i militanti di CasaPound i quali hanno commesso “reiterati abusi” sulla donna, agendo in modo “beffardo e sprezzante”. Trovati diversi filmati, uno dei quali inizia con la ragazza a terra, che oggi dice “li odio. Sembravano persone tranquille invece si sono approfittate di lei”, ha spiegato il legale  Franco Taorchini.

Secondo il magistrato è indice della negativa personalità dei due arrestati “la pervicacia” che ha caratterizzato le loro condotte, che sono state il risultato di un “mancato controllo degli impulsi”: i due hanno agito “nonostante lo stato di semi-incoscienza” in cui si trovava la vittima.

Hanno cercato di difendersi affermando che  “è stato un rapporto consenziente”.  Davanti al gip, Rita Cialoni, nel corso dell’interrogatorio di garanzia, i due hanno dato la loro versione dei fatti respingendo le accuse.

I loro legali  al termine dell’interrogatorio di garanzia, hanno spiegato: “I nostri assistiti non sono i mostri che vengono descritti”. Secondo gli avvocati, “i ragazzi sono addolorati per quello che è avvenuto. Sicuramente hanno valutato in maniera errata una situazione”, hanno detto ribadendo che la ricostruzione degli accusati “è divergente da quella proposta dalla procura”. I difensori hanno inoltre aggiunto di aver dato spunti probatori alla procura e di attendere con fiducia la decisione. Ora il gip ha cinque giorni di tempo per decidere se convalidare o meno l’ordinanza di custodia in carcere.

Il procuratore capo di Viterbo, Paolo Auriemma, invece, parla di “elementi di prova solidi”.  Auriemma ha descitto anche una certa “aggressività” verso la vittima visto che si contestano “anche “le lesioni oltre che la violenza sessuale”. Tra le prove ci sono, inoltre, i filmati fatti dai due arrestati con i telefonini che la procura ha acquisito e che “ci hanno dato elementi di prova sufficienti”. Per quanto riguarda le indagini il procuratore sottolinea la “rapidità coniugata all’essenzialità”, che ha portato agli arresti, oltre al rispetto della vittima.