Roma. Raggi in visita alla famiglia rom tra gli insulti della gente. “Ha diritto alla casa”

538

Agenpress – Il sindaco di Roma, Virginia Raggi, giunta a Casal Bruciato per visitare la famiglia di nomadi contro la quale è scattata la protesta dei residenti per l’assegnazione di una casa popolare, è stata contestata e insultata da un gruppo di persone.

E’  uscita poi scortata dalla abitazione  bersagliata dalle proteste dei manifestanti. “Vergogna”, “lercia” e altri pesanti insulti sessisti sono stati rivolti alla prima cittadina che a fatica ha raggiunto l’auto per andare via protetta dalle forze dell’ordine.  “Buffona”, “non sei la nostra sindaca”, “vergognati” sono stati alcuni degli insulti con i quali è stata accolta sotto il palazzo popolare.

“Questa famiglia risulta legittima assegnataria di un alloggio. Ha diritto di entrare e la legge si rispetta. Siamo andati a conoscerli e sono terrorizzati. Abbiamo avuto modo di far conoscere questa famiglia ad alcuni condomini. Chi insulta i bambini e minaccia di stuprare le donne forse dovrebbe farsi un esame di coscienza. Non è questa una società in cui si può continuare a vivere”, ha detto il sindaco.

A far visita alla famiglia è andato anche il vescovo ausiliare di Roma monsignor Giampiero Palmieri, che ha invitato i nomadi a incontrare il Papa. “Il Santo Padre giovedì incontrerà il mondo dei rom, noi li abbiamo invitati la sera quando la chiesa di Roma incontrerà il Papa a San Giovanni. Non sappiamo se verranno, ma sono stati molto onorati dell’invito. Ora sono molto spaventati”.

“Siamo spaventati, speriamo di resistere”, ha detto la famiglia nomadeha detto al direttore della Caritas di Roma don Ambarus che li ha incontrati assieme alla sindaca Virginia Raggi. “Ci hanno detto che speravano iniziasse finalmente una nuova vita per loro dopo 20 anni nei campi. Stanno cercando di capire cosa succederà. Sperano di poter resistere”, ha detto Don Ambarus.

“L’invito a tutti è di tornare alla ragionevolezza”, ha detto don Ambarus. “Mi hanno detto che in questa situazione non si può reggere, che è meglio tornare al campo o andare altrove”, ha riferito il direttore della Caritas di Roma. (ANSA).