Salvini: attacchi vergognosi a Fontana. Convocato dai Pm, ha violato principio imparzialità

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Agenpress –  “Vergognosi attacchi all’uomo, all’avvocato, a un sindaco e a un governatore la cui onestà e trasparenza non sono mai state messe in discussione in tanti anni, né mai potranno esserlo oggi o in futuro”. Lo dice il vicepremier e ministro dell’Interno Matteo Salvini in relazione all’inchiesta di Milano in cui è indagato il governatore lombardo, sottolineando di “confidare nel buon lavoro della magistratura e delle forze dell’ordine milanesi”.

Salvini ha poi ribadito “la necessità di punire eventuali singoli colpevoli” e ha ricordato “con orgoglio i servizi che la regione Lombardia offre da anni come modello europeo e mondiale ai suoi 10 milioni di cittadini, per efficienza e buona amministrazione”.

Lo stesso  governatore  è stato convocato per lunedì prossimo 13 maggio dai pm milanesi per l’interrogatorio relativo all’accusa di abuso di ufficio. La data è indicata nell’avviso a comparire che il governatore ha ricevuto alle 13.45 di oggi unitamente all’informazione di garanzia.

Secondo i pm, facendo nominare con una delibera il suo ex socio di studio Luca Marsico al Nucleo di valutazione degli investimenti della Regione, avrebbe violato il principio di imparzialità perché quel posto non era di nomina ‘fiduciaria’ ma si trattava di un incarico che era passato per un avviso pubblico a cui hanno partecipato circa 60 persone. Nell’invito a comparire Fontana viene convocato per un interrogatorio per la prossima settimana.

Gli inquirenti sospettano che Marsico sia stato nominato per quell’incarico in Regione solo in quanto ex socio di studio del Governatore, malgrado quella nomina fosse passata per un “avviso pubblico” di selezione a cui hanno partecipato 60 candidati. La nomina è stata effettuata con una delibera dello scorso ottobre, che gli investigatori sono riusciti ad acquisire formalmente soltanto ieri.

Lo scorso fine settimana, da quanto si è saputo, hanno avuto il riscontro documentale dell’esistenza di quella nomina, anche perché gli inquirenti avevano cercato, ma senza risultati positivi, da fonti aperte e tramite accertamenti quale “soluzione alternativa” Fontana avesse trovato come incarico per l’ex socio, dopo che aveva rifiutato, senza denunciare, la proposta corruttiva dell’ex coordinatore provinciale di FI a Varese Gioacchino Caianiello. In alcune intercettazioni effettuate dopo la richiesta di misure cautelari per le 43 persone coinvolte nella maxi indagine della Dda, da quanto si è saputo, lo stesso Caianiello, però, avrebbe fatto proprio riferimento al nuovo incarico di Marsico precisando anche le cifre corrisposte all’avvocato, ossia 11.500 euro come emolumento annuale e 185 euro come gettoni di presenza.

A partire proprio da queste intercettazioni gli inquirenti sono andati a cercare la delibera di nomina e hanno avuto un riscontro già lo scorso fine settimana, hanno iscritto nel registro degli indagati Fontana già nei giorni scorsi, probabilmente lunedì scorso, e poi hanno acquisito la delibera ieri. Hanno ascoltato anche una serie di testimoni ieri, tra cui anche lo stesso Marsico, e da alcuni testi, stando a quanto si è appreso, sarebbero arrivate anche parziali ammissioni. Secondo i pm, Fontana avrebbe anche violato il dovere di astensione per conflitto di interessi, anche se il Governatore dopo l’elezione al Pirellone aveva ceduto le sue quote dello studio alla figlia.