Taglio parlamentari. Fraccaro (M5S). “Apprezzo la coerenza degli altri partiti, eccetto il PD”

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Riccardo Fraccaro, ministro per i Rapporti col Parlamento

Agenpress – “Nella scorsa legislatura è stato costituito da Napolitano un gruppo di saggi per elaborare un progetto di riforme costituzionali e già allora si parlava di un progetto per ridurre il numero dei parlamentari.  Per coerenza, gli altri partiti stanno votando con noi questo provvedimento. Mi fa piacere perché abbiamo spesso accusato di incoerenza gli altri partiti, in questo caso possiamo farlo solo col Pd che è l’unico che vota contro. Loro dicono che va bene la riduzione del numero dei parlamentari, ma vogliono anche qualcos’altro, vorrebbero anche eliminare una delle due Camere. Noi stiamo portando avanti queste proposte: riduzione numero parlamentari, referendum propositivo, eliminazione del Cnel. Rischio riduzione rappresentatività politica? Non credo che il Parlamento americano che rappresenta più di 300 milioni di abitanti sia meno autorevole di altri parlamenti. Non è tanto il numero, la capacità di rappresentare il territorio è più legata alla legge elettorale, cioè ad una vera e propria scelta dell’elettore del proprio rappresentante sul territorio. Ritengo sia importante per garantire la rappresentatività che gli elettori scelgano veramente i propri rappresentanti e che non siano calati dell’alto”.

Lo ha detto il Ministro per i rapporti con il Parlamento Riccardo Fraccaro (M5S)  intervenuto ai microfoni di Radio Cusano Campus,  sulla riduzione del numero dei parlamentari.
Sulla democrazia diretta. “Il nostro modello è quello che si è sviluppato all’inizio del 900 nella costa occidentale americana, cioè un connubio tra democrazia rappresentativa e strumenti di democrazia diretta, come il referendum propositivo. In tutti i Paesi in cui sono stati introdotti questi strumenti gli effetti sono stati di una maggiore credibilità dei rappresentanti che diventano veramente rappresentanti. Aumenta il livello di fiducia dei cittadini nei confronti dei rappresentanti. Il sistema funziona bene se il rappresentante è meno forte del rappresentato. Servono strumenti di intervento per evitare distorsioni. Noi crediamo nella democrazia rappresentativa, vogliamo solo introdurre strumenti che migliorino la nostra comunità che forse è la più bella del mondo”.

Sul vincolo dei due mandati del M5S. “Abbiamo pensato e continuiamo a pensare che la posizione del politico sia molto delicata, perché non è solo una questione di soldi ma anche di potere e tutti gli esseri umani tendono alla conservazione della propria posizione una volta raggiunta. Per garantirsi di rimanere su quella sedia la tendenza è sempre quella di cercarsi posizioni di rendita, magari facendo leggi per determinate categorie, ma di solito il bene collettivo è una posizione mediana, quindi tendi a scontentare un po’ tutti se fai la cosa giusta. Questo non avviene se la prospettiva è quella di lavorare per tenersi la poltrona e non magari, molto più utilmente per la collettività, far crescere persone che vengono dopo di te a cui trasferire la tua esperienza. Questa è la nostra idea. Certo, c’è una discussione al nostro interno, soprattutto per quei politici che fanno politica senza soldi come servizio civile, che sono soprattutto i consiglieri comunali. Stiamo facendo un ragionamento dal basso. Noi parlamentari facciamo le leggi, ma non è che abbiamo sotto casa il vicino che ti viene a bussare per discutere quello che hai fatto. Chi invece lavora in Comune deve rispondere anche al tabaccaio. Quindi c’è anche un rapporto più diretto con i cittadini”.