Recessione superata, ma pochi credono alla ripresa. Dal 2007 persi 20mila euro ricchezza pro capite

333

Agenpress – Clima di fiducia e aspettative di famiglie e imprese, andamento dei consumi e prospettive economiche: sono stati  questi i principali temi dell’Outlook Italia 2019 Confcommercio-Censis illustrati dal direttore dell’Ufficio Studi  Mariano Bella.  Una situazione di estrema incertezza quella delineata da Bella: “Una fascia tra il 30 e il 40% della popolazione non è in grado di dire se pessimista o ottimista rispetto alla situazione economica”.

“Il Paese – ha aggiunto Bella – non ha la spinta giusta per trasformare la stagnazione in qualcosa di meglio. Dal dicembre 2016 la ripresa non si sta trasformando in un miglioramento completo”. Il direttore dell’Ufficio Studi ha poi evidenziato come le spese obbligate continuino a condizionare pesantemente la vita: per oltre il 43% degli italiani la riduzione dei consumi è dovuta proprio alle spese obbligate. Siamo un Paese bloccato”. Si avverte dunque una diffusa paura del futuro che alimenta il risparmio precauzionale comprimendo i consumi.

Il 22% delle famiglie italiane ha ridotto i consumi per risparmiare, mentre nel 2016 erano il 12,6%. Anche se avessero più soldi, il 52% delle famiglie non aumenterebbe i consumi. Il dato che però evidenzia meglio la situazione  è quello della perdita di ricchezza: tra il 2007 e il 2019 si sono persi 20.176 euro pro capite di cui 9619 di ricchezza finanziaria e 10.557 euro di ricchezza immobiliare. I venti anni di crescita zero hanno poi determinato una profonda sfiducia nell’Europa, tanto che oggi siamo il primo Paese in cui i cittadini hanno la percezione di non aver beneficiato della partecipazione all’Unione Europea.