Battisti. Legale: marcire in galera è contro legge, deve espiare 20 anni

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Agenpress – “L’Italia, grazie al cielo, non è un paese dove i detenuti marciscono in galera a vita. Marcire in galera sarebbe contro la legge”. Lo ha detto in aula riferendosi alle battute del ministro Salvini, Davide Steccanella, difensore di Cesare Battisti, l’ex terrorista condannato definitivamente all’ergastolo per 4 omicidi commessi alla fine degli anni ’70, e fermato a Santa Cruz lo scorso 12 gennaio dopo essere fuggito dal Brasile.

– L’avv Steccanella, oltre ad aver definito un “teatrino mediatico” quanto accaduto all’arrivo in Italia di Battisti e ritenere che l’ex ministro Andrea Orlando, con la firma dell’accordo di estradizione con il Brasile (ha accettato le condizioni di uno Stato il cui sistema non prevede l’ergastolo) ha “dimostrato straordinaria civiltà giuridica”, ha ricordato che nella Costituzione italiana è fissato il principio della rieducazione della pena.

E rivolgendosi ai giudici, in particolare ai 6 giudici popolari, per spiegare che in Italia “grazie al cielo non si marcisce in galera a vita” – il riferimento è stato a Salvini – ed ha sottolineato che esiste l’istituto della liberazione condizionale a cui si ha “diritto dopo 26 anni e se si dimostra il recupero” e il reinserimento sociale. “Quindi non esiste il carcere a vita. Siamo ancora in uno stato di diritto”.

“Non chiedo lo sconto di pena ma l’applicazione della legge, perchè pena da scontare non vuol dire sconto di pena”, ha aggiunto il legale  chiedendo in forza dell’accordo di estradizione tra Italia e Brasile, di commutare la pena definitiva dell’ergastolo inflitta all’ex terrorista, ora in carcere in Sardegna dopo una lunga latitanza, in 30 anni che, al netto del periodo di detenzione già sofferto, scendono a 20 anni, 7 mesi e 24 giorni.